Asili nido: il nuovo bando si arena a 400 milioni su 800!

Giugno 14, 2025

Giuseppe Baroni

Asili nido: il nuovo bando si arena a 400 milioni su 800!

Ritardi e Preoccupazioni per i Fondi degli Asili Nido nel PNRR

Il terzo bando relativo agli asili nido del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (PNRR), lanciato dal Ministero dell’Istruzione a metà marzo, ha registrato un numero di domande nettamente inferiore alle aspettative. Secondo le informazioni raccolte dal Sole 24 Ore, le richieste pervenute entro la scadenza del 30 aprile si attestano intorno ai 400 milioni di euro, a fronte degli 800 milioni messi a disposizione dal governo.

Risposte del Governo e Ristrutturazione dei Fondi

L’esecutivo ha preso atto della situazione e, nei giorni scorsi, ha presentato un emendamento tramite Roberto Marti (Lega) per ridistribuire i risparmi generati a favore dell’edilizia scolastica, includendo il settore nel PNRR. Il governo mira così a mantenere attive le risorse destinate alle scuole, nonostante gli investimenti pregressi nell’edilizia abbiano già creato risparmi dedicati a questo bando.

Obiettivi Infranti e Analisi dei Risultati

La continua disillusione rispetto agli obiettivi annunciati dal ministro Tommaso Foti durante un’audizione a Montecitorio il 5 marzo ha messo in evidenza le problematiche strutturali che affliggono questa misura fin dall’inizio. Successivamente alla revisione del 2023, il target finale per i nuovi posti è stato drasticamente ridotto, passando da 264.480 a 150.480. Le stime attuali suggeriscono che i fondi già stanziati potrebbero generare circa 126.000 nuovi posti tra asili e scuole dell’infanzia, con ulteriori 14.000 posti derivanti dalle richieste comunali.

Se tutti gli investimenti vengano completati nei tempi stabiliti, la somma raggiungerebbe circa 140.000 nuovi posti, rimanendo tuttavia al di sotto delle aspettative di 17.400 posti, come indicato dall’Ufficio parlamentare di bilancio nella sua analisi pubblicata il 15 gennaio.

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Cause di una Partecipazione Limitata

La scarsa adesione da parte dei Comuni alle ambiziose progettualità del PNRR è attribuibile a una serie di fattori, tra cui le incertezze relative alla sostenibilità dei costi di gestione delle nuove strutture. Sempre il governo Draghi aveva introdotto un finanziamento pluriennale che arriverà a 1,1 miliardi nel 2029, ma tale misura non è considerata sufficiente a garantire la copertura necessaria per i nuovi nidi. Le incognite sui costi operativi continuano a pesare sulla partecipazione degli enti locali, evidenziando la necessità di ulteriori interventi per sostenere la creazione di posti nei servizi educativi per la prima infanzia.

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