Il governo italiano ha finalmente delineato un piano per le aree interne del Paese, un tema di grande rilevanza sul quale si è atteso a lungo. Questo documento di 164 pagine, approvato ad aprile dalla cabina di regia di Palazzo Chigi e ora reso disponibile, fornisce direttive chiare su come le risorse pubbliche, provenienti da diverse fonti di finanziamento, vengono impiegate. Le azioni previste si concentreranno principalmente su tre settori cruciali: trasporti, sanità e istruzione.
Il contesto delle aree interne
Il Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (Pnrr) presenta le aree interne come «centri di piccole dimensioni» distanti dai servizi essenziali nell’ambito di istruzione, salute e mobilità. Questi territori sono caratterizzati da una grande diversificazione e possiedono un potenziale attrattivo significativo. Il “Piano strategico nazionale delle aree interne” mette in luce l’aggiunta di 43 nuove aree rispetto alle 72 già definite nella programmazione 2014-2020, finanziate attraverso risorse nazionali e regionali. In totale, il finanziamento per il periodo 2021-2027 ammonta a 310 milioni di euro, con 172 milioni indirizzati alle nuove aree. Le amministrazioni comunali coinvolte, oltre 3.800 in tutto il Paese, sono classificate in base alla loro locazione geografica: intermedia, periferica e ultraperiferica. Le aree meridionali risultano particolarmente coinvolte, rappresentando il 67% dei municipi e il 36% della popolazione.
Le direttrici strategiche
Le aree interne ospitano più di 13,3 milioni di abitanti, un quarto della popolazione italiana, e mostrano un significativo declino demografico: si prevede che oltre il 90% dei Comuni meridionali registrerà una diminuzione della popolazione nei prossimi dieci anni. Il governo ha avviato una consultazione pubblica nel luglio del 2024 per elaborare un piano d’azione con linee guida specifiche per ciascun territorio, suddiviso in tre capitoli principali. Per il settore dei trasporti, si prevede di sviluppare un trasporto pubblico più efficiente, con modalità come i servizi di trasporto a chiamata e autobus di dimensioni ridotte, oltre a investire nella manutenzione delle infrastrutture. Per l’istruzione, le attese includono l’allineamento dell’offerta scolastica alle esigenze locali, lo sviluppo delle competenze tecniche, e l’adeguamento delle infrastrutture scolastiche. Infine, nel settore della sanità, si propone la creazione di case di comunità, ambulatori e ospedali locali, insieme a programmi di formazione per l’assistenza personalizzata agli anziani e l’utilizzo di servizi di telemedicina.
Struttura e attuazione del piano
Ogni area interna ha a disposizione fondi significativi, tra cui 2,3 milioni di euro dal Fondo sviluppo e coesione e 1,7 milioni dal Fondo di rotazione per le politiche comunitarie. È responsabilità dell’ente capofila, con il supporto delle Regioni o Province autonome, formulare una strategia d’azione. La Cabina di regia, istituita con il decreto Sud del 2023 e presieduta dal Ministro per gli Affari europei, avrà il compito di approvare le strategie entro 60 giorni dal loro ricevimento, per poi procedere alla stipula degli accordi di programma con le amministrazioni coinvolte.