Il 30 ottobre, si è tenuto a Palazzo Chigi un incontro tra la presidente del Consiglio Giorgia Meloni e i membri del governo, per discutere del progetto del Ponte sullo Stretto, a seguito dell’interruzione imposta dalla Corte dei Conti. Durante la riunione, è emerso che il Governo attenderà la pubblicazione delle motivazioni legate alla delibera della Corte, prima di intraprendere ulteriori azioni.
Salvini: Si lavora senza scontri tra i poteri
Dopo la riunione, il ministro delle Infrastrutture Matteo Salvini ha rassicurato che non ci sono scontri tra i poteri dello Stato. “Ci sto lavorando da tre anni e continuerò a farlo”, ha dichiarato, evidenziando l’importanza di rispettare le normative vigenti. Salvini ha sottolineato che l’obiettivo rimane quello di completare l’opera nei tempi previsti, affermando che “con sette anni, l’Italia avrà un ponte unico al mondo”.
La Corte dei Conti pone dei paletti
Mercoledì, la Corte dei Conti ha negato il via libera alla Delibera Cipess, riguardante il progetto del Ponte, a seguito di un’accurata analisi. Nonostante il parere sfavorevole della Corte, il governo ha la facoltà di proseguire i lavori. Secondo le norme, in caso di rifiuto di registrazione, l’amministrazione può richiedere una deliberazione del Consiglio dei ministri, che può decidere di andare avanti se l’atto è ritenuto di pubblico interesse.
Le problematiche sollevate
Tra i punti contestati dai magistrati ci sono le coperture economiche del progetto, l’affidabilità delle stime di traffico e la conformità alle normative ambientali e antisismiche europee. Il consigliere della Corte, Carmela Mirabella, ha evidenziato anche la competenza del Cipess, giudicato un organo “politico”, sollevando ulteriori preoccupazioni sulla gestione del progetto.