Sciopero generale del 12 dicembre: la Cgil mobilita i lavoratori contro la legge di bilancio
La Cgil ha annunciato uno sciopero generale per il 12 dicembre in segno di protesta contro le politiche economiche del governo italiano, che secondo il sindacato non rispondono alle necessità salariali dei lavoratori. Il segretario generale Maurizio Landini ha evidenziato l’urgenza di aumentare i salari e ha messo in discussione la legge di bilancio vigente, sottolineando come questa non contenga misure adeguate per far fronte a tale emergenza.
La posizione della Cgil
Durante un’intervista, Landini ha espresso il suo dissenso dichiarando che la legge di bilancio è “sbagliata e ingiusta” e non offre soluzioni per incrementare i salari dei lavoratori italiani. La Cgil scenderà in piazza in tutto il paese, programmando manifestazioni in diverse città, ma lo farà senza il supporto della Uil, e ha anticipato di un giorno l’iniziativa della Cisl, che ha organizzato una grande manifestazione a Roma per il 13 dicembre.
Il segretario ha detto: «Chiediamo risorse aggiuntive» e ha insistito sulla necessità di restituire il fiscal drag che ha sottratto, in tre anni, 25 miliardi di euro dalle tasche di lavoratori, dipendenti e pensionati. Landini ha inoltre proposto un “contributo di solidarietà” dell’1% sui patrimoni dei 500 mila italiani più facoltosi, coloro che possiedono oltre 2 milioni di euro. Secondo le sue stime, questa misura potrebbe generare circa 26 miliardi di euro da investire in sanità, assunzioni, istruzione e per consentire un incremento degli stipendi.
Le reazioni del governo
Il governo, rappresentato dalla premier Giorgia Meloni e dal vicepremier Matteo Salvini, ha scelto di non entrare nel merito delle rivendicazioni sindacali. Invece, hanno preferito focalizzarsi sull’aspetto sociale del provvedimento, con Meloni che ha ironizzato sul fatto che lo sciopero si tenga di venerdì, e Salvini che ha suggerito a Landini di cambiare data. Queste dichiarazioni hanno messo in luce una mancanza di dialogo tra governo e sindacati, mentre la tensione sociale continua a crescere attorno alle questioni salariali e fiscali in Italia.