Fondi in arrivo per l'ex Ilva: la Camera approva definitivamente il decreto!

Gennaio 20, 2026

Giuseppe Baroni

Fondi in arrivo per l’ex Ilva: la Camera approva definitivamente il decreto!

Il Decreto Legge ex Ilva ha ricevuto l’approvazione definitiva dalla Camera dei Deputati con il voto favorevole di 136 rappresentanti, 96 contrari e 4 astenuti. Questo provvedimento, che comprende finanziamenti significativi per garantire la continuità operativa dell’ex Ilva di Taranto, rappresenta un ulteriore passo nell’intervento del governo per sostenere il settore industriale in difficoltà.

## Prestito a sei mesi

La nuova misura prevede un finanziamento che dovrà essere restituito entro sei mesi. Sarà il Ministro delle Imprese e del Made in Italy, insieme al Ministro dell’Economia, a stabilire l’importo specifico dell’assegnazione. La richiesta di fondi dovrà essere presentata dall’organo commissariale sulla base di un piano di gestione temporanea, correlato alla cessione dei compendi aziendali della Ilva Spa, attualmente in amministrazione straordinaria. In caso di necessità, i fondi potranno essere trasferiti ad Acciaierie d’Italia, sempre in amministrazione straordinaria. È inoltre specificato che il prestito non potrà essere erogato senza l’autorizzazione della Commissione Europea.

## Impatto sul settore dell’indotto

Un’altra modifica importante riguarda la dilazione di un anno per l’accesso alle risorse destinate all’indotto, che ora si estende dal 2026 al 2028. Il fondo speciale del MIMIT mette a disposizione 1 milione di euro per ciascun anno del nuovo triennio, contribuendo così a sostenere le imprese che operano nel settore. Inoltre, il decreto chiarisce che le imprese di interesse strategico nazionale in amministrazione straordinaria non sono considerate in stato di difficoltà e possono beneficiare di incentivi legati alla transizione energetica.

La rilevanza di queste misure sottolinea l’impegno del governo Meloni nell’assicurare la continuità delle operazioni dell’ex Ilva, con un totale di risorse mobilitate che raggiunge oltre un miliardo di euro, cercando così di mantenere un settore industriale cruciale per l’economia locale e nazionale.

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