L’economia italiana presenta segnali di stagnazione all’inizio del 2026, ostacolata dall’instabilità dei mercati internazionali e da un’inflazione persistente. Mentre gli investimenti cresce, la propensione al risparmio delle famiglie raggiunge livelli record, incidendo negativamente sui consumi. Tuttavia, l’accelerazione del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (Pnrr) e la diminuzione dei tassi di interesse offrono spunti di ottimismo.
Investimenti in crescita
Secondo quanto riportato dal Centro studi di Confindustria, gli investimenti nel quarto trimestre del 2025 mostrano segnali di espansione, in particolare per quanto riguarda impianti e costruzioni. Nonostante la crescita del credito bancario, il costo per le aziende rimane elevato, contribuendo a una sensazione di incertezza. Tuttavia, la fiducia nell’industria dei beni strumentali e delle costruzioni è in calo, segnalando potenziali difficoltà future nella crescita economica.
Propensione al risparmio alle stelle
L’incertezza economica ha spinto la propensione al risparmio delle famiglie italiane a un incredibile 11,4%, rispetto al 9,9% precedente, riducendo così i consumi. Nonostante il mercato del lavoro continui a espandersi, il settore dei servizi mostra segni di rallentamento. A fine 2025, la produzione industriale ha registrato un incremento dopo un calo, ma il clima generale rimane incerto, con l’indice PMI che torna in area recessiva e un’export debole che evidenzia un crollo significativo nei nuovi ordini.
La situazione internazionale
A livello internazionale, l’Eurozona sperimenta una crescita debole, mentre gli Stati Uniti superano le aspettative con risultati economici solidi. In Asia, la Cina riesce a rispettare il proprio obiettivo di crescita, attestando il PIL per il 2025 a un +5,0%. Questi andamenti globali influenzano direttamente le dinamiche economiche italiane, esacerbando l’incertezza materiale nel Paese.