Introduzione
In un contesto di crescente competizione globale, la presidente del Consiglio Giorgia Meloni ha sottolineato la necessità di rafforzare il mercato interno europeo e affrontare i costi dell’energia, nell’ambito di dichiarazioni congiunte con il presidente cipriota Nikos Christodoulides. La questione degli ETS è ai primi posti nell’agenda del governo italiano, che richiede una revisione urgente.
L’esigenza di una revisione degli ETS
Il sistema ETS (Emission Trading System) dell’Unione Europea è percepito come un ulteriore onere fiscale per le imprese europee, frenandone la competitività. In occasione della riunione “Friends of Industry” tenuta a Bruxelles, il ministro delle Imprese e del Made in Italy, Adolfo Urso, ha annunciato la richiesta di sospendere il sistema fino a una revisione profonda. Questa revisione dovrà toccare i parametri di riferimento delle emissioni e i meccanismi di assegnazione delle quote, inclusa la possibilità di rinviare l’abolizione graduale delle quote gratuite.
Dichiarazione congiunta dei ministri dell’Industria
In una dichiarazione congiunta, i ministri dell’Industria di undici Paesi europei, tra cui Italia, Francia e Germania, hanno chiesto che la prossima revisione dell’ETS, prevista per luglio, garantisca stabilità e prevedibilità nel mercato. La loro preoccupazione è che una riduzione eccessiva del tetto delle emissioni potrebbe portare a prezzi elevati e a una maggiore volatilità. È cruciale, secondo i firmatari, supportare la competitività dell’industria europea e incentivare investimenti in tecnologie innovative, insieme a misure per proteggere le aziende dalla rilocalizzazione delle emissioni di carbonio.
Necessità di modifiche
Inoltre, la revisione dovrebbe includere un meccanismo di sostegno stabile per le imprese esportatrici, ancora indefinito nella riforma del CBAM (Carbon Border Adjustment Mechanism). Urso ha evidenziato, durante il confronto tra i ministri, l’importanza di mantenere la competitività industriale e la coerenza tra la revisione del meccanismo di adeguamento del carbonio e la riforma dell’ETS. La richiesta di maggiori controlli sulle importazioni nell’UE è un altro aspetto sottolineato, con l’intenzione di garantire l’ingresso solo di prodotti che rispettino gli standard europei.