Nel contesto del sistema giudiziario italiano, i contenziosi fiscali rappresentano una sfida persistente per la Cassazione. I dati del 2025 rivelano che quasi la metà dei ricorsi in ambito civile riguarda controversie tributarie. Nonostante un calo significativo dei fascicoli arretrati, la pressione di nuovi ricorsi continua a pesare sul sistema. Per affrontare questa problematica, è necessario implementare politiche deflattive più efficaci.
I Flussi in Ingresso
Secondo le ultime statistiche fornite dall’ufficio di statistica della Cassazione, nel 2025 sono stati presentati 26.345 ricorsi nel settore civile, di cui 9.154 riguardano controversie fiscali, rappresentando quasi il 35% del totale. Quest’anno, con l’eccezione del 2023 (un anno caratterizzato da sanatorie), il numero di liti tributarie non è mai sceso sotto le 9.000 unità. Questo scenario indica che la pressione sui giudici rimane invariata, nonostante gli sforzi organizzativi per una gestione più efficiente delle controversie. È fondamentale trovare un equilibrio tra la tutela degli interessi dell’erario e quelli dei contribuenti.
I Tributi Locali
L’analisi dell’evoluzione del contenzioso fiscale pone in evidenza la persistente conflittualità, specialmente nei confronti dei tributi locali. Le statistiche rivelano che i ricorsi per tributi locali hanno raggiunto 1.680 nel 2025, rappresentando il 6,4% del totale, superando anche l’Irpef e l’Iva. Se le controversie sui tributi locali, come IMU e Tari, si stanno accumulando, ciò è il risultato di sforzi da parte degli enti territoriali per recuperare il tax gap. Ciò che emerge è una crescente tendenza a portare anche importi contenuti fino all’ultimo grado di giudizio.
Il Valore del Contenzioso Pendenti
Un’ulteriore riflessione può essere fatta sul valore del contenzioso pendente presso la Cassazione, il quale ammonta a ben 25,7 miliardi di euro secondo l’ultimo rapporto disponibile. Questo valore supera i fondi disponibili nella legge di Bilancio 2026, evidenziando così l’importanza dei ricorsi fiscali. La maggior parte di queste controversie, circa l’89,6%, riguarda l’Agenzia delle Entrate, mentre solo il 2% è legato a enti locali, il che riflette l’alta incidenza delle imposte erariali.
La Strada degli Strumenti Deflattivi
Nonostante l’ampiezza del contenzioso, il ministero dell’Economia sta cercando di affrontare il problema. Un atto di indirizzo firmato dal ministro Giancarlo Giorgetti propone l’ottimizzazione della gestione delle controversie fiscali come obiettivo primario, mirato a migliorare la sostenibilità delle pretese tributarie e a ridurre la conflittualità con i contribuenti. Sono previsti interventi per garantire un’efficace gestione dei contenzioni attraverso l’uso di strumenti deflattivi e defintori, come l’autotutela, sperando di abbattere l’elevato numero di liti pendenti.