Anticipatori di Fondi e Progressi del Pnrr: Un’Analisi Critica
Le amministrazioni locali italiane hanno anticipato 6,1 miliardi di euro per il Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (Pnrr), in attesa della conferma dei fondi da parte dei ministeri competenti. Con la scadenza del 30 giugno in avvicinamento, si osserva un significativo incremento nella percentuale di progetti completati, con un passaggio dal 2% di sei mesi fa al 42% attuale. Tuttavia, il gap tra obiettivi raggiunti e progetti realizzati appare ancora preoccupante.
Il divario tra obiettivi e progetti conclusi
Nel suo recente Referto sullo stato di attuazione dei progetti finanziati dal Pnrr, la Corte dei Conti fa luce su una contraddizione cruciale: mentre i dati europei mostrano un avanzamento senza intoppi nel raggiungimento di milestones e target, il numero di progetti conclusi e pagamenti effettuati rimane modestamente indietro. Con un tempo limitato per ridurre questa disparità, i rischi di inefficienza continuano a essere un tema rilevante.
La Corte dei Conti, nella sua analisi di 271 pagine diffusa ieri, ha utilizzato dati aggiornati al 13 febbraio, evidenziando che il monitoraggio delle informazioni da parte degli attuatori degli interventi non sempre avviene in modo tempestivo. Questo ha spinto a rafforzare gli obblighi e le sanzioni nel recente decreto Pnrr, con modifiche che saranno visibili nei prossimi report.
Solo il 42,1% dei progetti completati
A metà febbraio, le amministrazioni locali avevano concluso solo il 42,1% dei 122.092 progetti finanziati dal Pnrr, per un totale di 51.390 interventi. Questo dato mette in luce che le iniziative più agevoli, in termini finanziari, sono quelle che hanno fatto registrare i risultati migliori, assorbendo solo 3,7 miliardi dei 48,5 miliardi assegnati.
Ancora più preoccupante è il ritardo di circa il 13% degli investimenti, che presentano scadenze comprese tra sei mesi e due anni. Con dati incompleti e un tempo limitato, il futuro dell’attuazione del Pnrr resta incerto.
Il Pnrr è strutturato su base “performance based”, ossia si basa sul raggiungimento di obiettivi e non sui pagamenti effettuati. Tuttavia, la Corte dei Conti mette in guardia: i dati sui pagamenti non riguardano solo aspetti contabili, ma sono un indicatore della capacità reale di tradurre le risorse in opere concrete e servizi per i territori.