Piano Casa: le Regioni pongono freno e limitano i poteri degli enti locali!

Luglio 1, 2026

Giuseppe Baroni

Piano Casa: le Regioni pongono freno e limitano i poteri degli enti locali!

La Conferenza delle Regioni ha avanzato una richiesta di rinvio dell’esame del Piano casa, previsto inizialmente per l’11 giugno, a causa di preoccupazioni riguardanti la competenza nel programma e specifici aspetti del decreto 66/2026. La mossa mira a garantire un maggiore coinvolgimento delle Regioni nell’architettura del Piano.

Rinviato l’esame del Piano casa

Il presidente della Conferenza delle Regioni, Massimiliano Fedriga, ha deciso di rinviare l’esame del Piano casa a seguito delle prime opposizioni espresse durante la riunione della Commissione Infrastrutture. Questo rinvio è stato fatto anche per evitare che la discussione evolvesse in una bocciatura del provvedimento. Le Regioni manifestano critiche su diverse questioni del programma del Governo, chiedendo un incontro con la presidenza del Consiglio dei ministri per proporre modifiche sostanziali. L’esame degli emendamenti nella Commissione Ambiente della Camera inizierà la prossima settimana, con l’intento di dilugare i tempi e approfondire specifici temi attraverso tavoli tecnici e politici. Il voto contrario della Commissione Infrastrutture rimane nel registro ufficiale, benché sia stato attenuato dall’astensione di Lombardia e Abruzzo e dalla mancata partecipazione delle altre Regioni di centrodestra. Marco Scajola, assessore ligure e presidente della Commissione politiche abitative della Conferenza, ha sottolineato l’importanza del Piano, richiedendo che vengano accolte le modifiche suggerite dalle Regioni.

Contrarietà da parte delle Regioni

Esplicitamente contrarie sono state le Regioni di Emilia-Romagna, Toscana, Campania, Provincia autonoma di Bolzano e Sardegna. Fabio Barcaioli, assessore della Regione Umbria alle Politiche della casa, ha dichiarato che non c’è stata alcuna Regione favorevole al piano. Di fronte al voto, il presidente Fedriga ha richiesto nuovamente il rinvio del parere sul Piano casa.

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Critiche e punti di tensione

Secondo Marco Scajola, coordinatore vicario della Commissione edilizia, il rinvio è finalizzato a cercare un accordo con la presidenza del Consiglio e con i ministeri competenti, per discutere le proposte emendative presentate dalle Regioni. I motivi alla base del parere negativo includono la considerazione di risorse inadeguate e la mancanza di stanziamenti per i contributi affitti e il fondo per la morosità incolpevole. Sono inoltre criticate le attribuzioni al commissario straordinario, ritenute lesive per il ruolo delle Regioni e degli enti locali. La Conferenza Unificata ha sollevato preoccupazioni riguardo le competenze esclusivamente regionali, richiedendo chiarimenti sul ruolo del Commissario, e sul destino dei proventi da vendite e affitti di case popolari. La questione rimane aperta, ma con l’urgenza di rispettare il termine di conversione del decreto fissato per l’8 luglio, rendendo necessario un rapido progresso in Conferenza Unificata.

Reazioni politiche

Diverse le reazioni politiche da parte dei membri della maggioranza. Raffaele Fitto, vicepresidente della Commissione Europea, ha rimarcato la disponibilità a discutere risorse per la casa, mentre l’opposizione ha colto l’occasione per criticare il governo. Il deputato dem Marco Simiani ha definito il rinvio una chiara indicazione delle criticità del Piano Casa, sottolineando l’assenza di supporto da parte di qualsiasi Regione. Anche Marco Grimaldi, vicepresidente di Avs alla Camera, ha osservato che il netto rifiuto da parte delle Regioni evidenzia la gravità della situazione, sottolineando che “un voto pesante, trasversale, che nemmeno la maggioranza può ignorare” è stato espresso.

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