Abruzzo, Puglia e Sicilia: le destinazioni da sogno per i pensionati stranieri attratti dalla flat tax al 7%!

Luglio 4, 2026

Giuseppe Baroni

Abruzzo, Puglia e Sicilia: le destinazioni da sogno per i pensionati stranieri attratti dalla flat tax al 7%!

L’Abruzzo si consolida come la regione preferita dai pensionati esteri che si trasferiscono in Italia per avvalersi della flat tax al 7%. Le recenti statistiche rivelano una crescita significativa nel numero di contribuenti che usufruiscono di questo regime fiscale agevolato, mostrando un trend che potrebbe influenzare ulteriormente le politiche fiscali e incentivi regionali.

Crescita delle adesioni al regime fiscale agevolato

Secondo le informazioni diffuse dal ministero dell’Economia, l’introduzione della flat tax al 7% sui redditi esteri ha visto un incremento notevole nel numero di pensionati che hanno scelto di usufruire di tali agevolazioni. Nel 2019, anno di introduzione dell’imposta sostitutiva, erano solo 61 i soggetti ad averne fatto richiesta; nel 2024, il numero è salito a 933. Questa tendenza di crescita, pur con entrate complessive ancora contenute, è indicativa dell’interesse crescente per la misura, che continua a vedere aumentare la propria platea di beneficiari.

Le origini dell’agevolazione e i comuni inclusi

L’agevolazione fiscale per i pensionati esteri è stata prevista dalla legge di Bilancio del 2019, con successivi aggiornamenti relativi alle aree geografiche interessate. Gli stranieri che trasferiscono la residenza in uno dei comuni italiani con popolazione non superiore a 30mila abitanti, in regioni come la Sicilia, Calabria, e Puglia, possono approfittare della tassazione agevolata. Inoltre, pensionati che si stabiliscono nei comuni colpiti dai terremoti del 2009 e del 2016 possono anch’essi beneficiare di questa misura, mirata a sostenere le aree depresse e favorire il rilancio demografico.

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Le regioni d’elezione per i pensionati esteri

I dati mostrano che l’Abruzzo è la regione che ha attirato il maggior numero di pensionati esteri, seguita da Puglia, Sicilia e Sardegna. Il ministero dell’Economia ha sottolineato come il regime fiscale abbia raggiunto gli obiettivi di attrazione, mostrando un incremento costante del gettito e del numero di beneficiari. Le autorità si stanno impegnando a monitorare l’andamento della misura, valutando possibili azioni per incentivare ulteriormente lo sviluppo territoriale e la ricerca nel Mezzogiorno.

Gettito fiscale accumulato: 11,8 milioni di euro

La risposta del ministero ha indicato anche un gettito fiscale cumulato di 11,8 milioni di euro dal 2020. Tuttavia, il dato per il 2026 risulta parziale, poiché aggiornato solo fino a metà giugno. Un’analisi più dettagliata sarà quindi necessaria per comprendere appieno l’impatto economico di tale misura fiscale nel lungo termine.

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