Il sistema produttivo italiano ha registrato significativi aumenti nei prezzi di vendita e degli input, ma i margini di profitto delle aziende iniziano a diminuire. Questo trend si colloca all’interno di un contesto economico globale incerto, con differenze evidenti tra Stati Uniti ed Europa. L’andamento dell’occupazione e l’inflazione sono ulteriori fattori da considerare nel quadro attuale, con l’ISTAT che ha pubblicato nuove analisi sullo stato dell’economia nazionale.
La congiuntura internazionale
Secondo l’analisi dell’ISTAT, l’economia degli Stati Uniti continua a crescere a ritmi sostenuti, mentre l’area euro vive una crescita più moderata a causa dell’impatto significativo degli shock energetici derivanti dalle tensioni in Medio Oriente. In Cina, la manifattura è sostenuta dall’export, soprattutto nei settori ad alta tecnologia, mentre si registra una debolezza nei consumi privati. Le prospettive globali rimangono incerte, nonostante un leggero miglioramento nello scenario geopolitico rispetto ai periodi di alta tensione di inizio anno. Gli effetti collaterali della guerra tra Stati Uniti e Iran continuano a influenzare l’inflazione mondiale, nonostante una recente diminuzione dei costi energetici.
Pil italiano
Nel primo trimestre del 2026, il PIL italiano ha registrato una crescita dello 0,3%, contrastando una flessione dello 0,2% nell’area euro. La crescita acquisita per l’intero anno è stimata allo 0,6%. Tuttavia, a maggio l’indice della produzione industriale ha visto una contrazione dello 0,3% rispetto al mese precedente, interrompendo una serie di tre mesi consecutivi di crescita. Nonostante questo, nel trimestre marzo-maggio l’indice mostra un incremento congiunturale dello 0,9%.
Occupati e inflazione
Il numero di occupati ha subito una diminuzione a maggio, con un totale di 24 milioni 336 mila unità. Tale flessione coinvolge tutti i gruppi demografici, eccetto gli individui di età pari o superiore a 50 anni. Tra le varie categorie professionali, l’occupazione è diminuita solo tra i lavoratori a termine. Il tasso di disoccupazione si attesta al 5,0%, in calo rispetto al mese precedente, mentre nell’area euro è stabile al 6,2%. A giugno, le stime preliminari indicano un incremento dell’3,1% nell’indice armonizzato dei prezzi al consumo (IPCA), superando per la prima volta dal 2023 l’inflazione media dell’area euro, fissata al 2,8% a giugno e al 3,2% a maggio.