Controversia scontrini: la nuova soglia di tolleranza del 5% infiamma il dibattito!

Agosto 10, 2026

Giuseppe Baroni

Controversia scontrini: la nuova soglia di tolleranza del 5% infiamma il dibattito!

Il recente decreto Omnibus offre un’importante protezione ai commercianti riguardo le sanzioni per piccoli scostamenti tra i dati degli scontrini e dei pagamenti elettronici. Con una soglia di tolleranza del 5%, il provvedimento mira a mitigare il rischio di pesanti sanzioni amministrative e accessorie, rispondendo così alle preoccupazioni sollevate da associazioni di categoria e dall’opinione pubblica.

I possibili casi di scostamento

Il decreto si propone di aiutare i commercianti e i professionisti a fronteggiare disallineamenti che possono verificarsi nel corso delle normali attività quotidiane. Situazioni come i picchi di affluenza durante i momenti di pranzo o colazione possono generare discrepanze nei dati. Inoltre, casi di pagamento frazionato, come per un pranzo in gruppo dove diversi clienti pagano con metodi diversi, possono ulteriormente complicare la registrazione dei corrispettivi.

La soglia di tolleranza

Grazie a questo provvedimento, vengono sterilizzate le sanzioni per lievi scostamenti tra i dati di vendita. La soglia di tolleranza del 5% è stata stabilita per evitare penalizzazioni in caso di discrepanze tra i corrispettivi registrati e gli importi effettivamente incassati tramite pagamenti elettronici.

La sanzione amministrativa

Il dibattito sulle sanzioni ha sollevato notevoli preoccupazioni tra le associazioni di categoria, poiché le sanzioni possono risultare molto onerose per i commercianti. La multa prevista è di 100 euro per ciascuna infrazione, con un limite massimo di 1.000 euro per trimestre.

La sanzione accessoria

La soglia di tolleranza del 5% ha anche un impatto significativo sulla sanzione accessoria, che può comportare la sospensione dell’attività commerciale. Le normative attuali prevedono che quattro violazioni distinte nel corso di cinque anni possano portare alla sospensione dell’autorizzazione a esercitare l’attività, da un minimo di tre a un massimo di sei mesi se l’importo contestato supera i 50.000 euro. Con l’introduzione della soglia del 5%, si evita ulteriormente il rischio di incorrere in sanzioni severe per piccoli scostamenti, a patto che queste rimangano al di sotto del limite stabilito.

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