Zanetti: «Il Sud e la Blue Economy, il motore della nuova geografia della crescita!»

Agosto 14, 2026

Giuseppe Baroni

Zanetti: «Il Sud e la Blue Economy, il motore della nuova geografia della crescita!»

L’Economia del Mare: Un Vantaggio Strategico per il Mezzogiorno

L’economia marittima riveste un’importanza cruciale per lo sviluppo del Mezzogiorno e, in estensione, per la competitività del paese. Mario Zanetti, Special Advisor di Confindustria per l’Economia del Mare e Amministratore Delegato di Costa Crociere, sottolinea il potenziale di crescita e valorizzazione di questo settore, che è in forte espansione.

Crescita della Blue Economy in Italia

“L’Italia è un paese manifatturiero di trasformazione”, afferma Zanetti, evidenziando che il 60% dell’interscambio internazionale avviene via mare. I porti italiani gestiscono annualmente oltre 500 milioni di tonnellate di merci, contribuendo a un’economia del mare che vale 224,9 miliardi di euro. “La filiera marittima ha registrato un incremento della ricchezza prodotta pari al 16%, crescendo a un ritmo di circa 2,5 volte superiore alla media nazionale”. La forza lavoro nel settore è altrettanto significativa, con oltre un milione di occupati, e un incremento dell’occupazione “blu” che supera di quattro volte quello dell’occupazione totale. “Ogni euro generato nella blue economy ha un effetto moltiplicatore di 1,8”, ha sottolineato Zanetti, evidenziando il grande potenziale di questo settore, soprattutto per il Mezzogiorno.

Opportunità Strategiche nella Regione

La posizione geografica del Mezzogiorno, affacciato sul Mediterraneo, offre opportunità uniche di crescita per l’intero paese. Con il Mediterraneo che rappresenta l’1% delle acque globali e il 27% del trasporto marittimo, i porti meridionali movimentano tra il 47% e il 50% del traffico marittimo nazionale. Questo include il 51% dei container e il 52% del traffico Ro-Ro in Italia. Inoltre, il settore crocieristico contribuisce significativamente, con un traffico che raggiunge quasi il 20% nel Mediterraneo, dimostrando il ruolo cruciale del Sud come piattaforma industriale.

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Tuttavia, l’importanza della geografia deve essere accompagnata da politiche industriali efficaci. L’economia del mare deve quindi essere considerata una leva per la resilienza delle catene di approvvigionamento, la sicurezza energetica e la digitalizzazione dei flussi commerciali. “Il mare non trasporta solo merci, ma anche energia, dati e connettività”, afferma Zanetti. Il Mezzogiorno ha la possibilità di diventare un hub di investimenti, posizionato strategicamente tra corridoi europei e internazionali. La sfida principale è non competere unicamente sulla grandezza dei porti, ma sviluppare un sistema integrato che valorizzi l’esclusiva posizione geografica dell’Italia nel Mediterraneo e generi valore aggiunto per il territorio.

Investire non solo nei porti, ma anche nei retroporti, nei collegamenti ferroviari e nell’ultimo miglio è cruciale. “L’Italia ha il miglior rapporto tra superficie e costa in Europa, con circa 40 km quadrati di territorio ogni chilometro di costa”, ha concluso Zanetti. Questo è un vantaggio che deve essere adeguatamente sfruttato per alimentare lo sviluppo della blue economy e, di conseguenza, del paese.

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