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I boschi detti della “Ca’ Litta” che si estendono nei Comuni di Canegrate, Busto Garolfo e Parabiago, costituiscono uno dei pochi lembi residui della foresta planiziale Lombarda. Si tratta quindi di boschi presumibilmente di origine naturale caratterizzati dalla presenza delle essenze tipiche dell’alta pianura asciutta, fra le quali prevalgono quercia, ciliegio a grappoli (soprattutto in forma arbustiva) e pino silvestre (in zone particolari).
Questi boschi, pur conservando ancora oggi l’estensione già riscontrabile nella cartografia della fine del ‘700, sono stati profondamente modificati dal lavoro umano ed hanno in parte perso le loro caratteristiche originarie: sono state introdotte specie non autoctone come la robinia, il castagno (pochissimi esemplari) il prunus serotina e la quercia rossa.
Lo sviluppo di queste specie è stato altresì favorito da una utilizzazione del bosco assai intensa e sempre meno rispettosa della sua naturale evoluzione.
Questo complesso di fattori ha portato alla attuale configurazione del bosco che presenta i caratteri tipici del bosco ceduo, in parte misto di resinose, nel quale una ceduazione non rigorosamente controllata e la progressiva diminuzione della manutenzione necessaria (asportazione rifiuti, ripulitura sottobosco, ecc.) iniziano a far affiorare i primi segni del degrado.
È chiaro quindi, che l’interesse di questa zona boschiva non risiede nei suoi valori strettamente “naturalistici”, che pure dovranno essere accertati attraverso studi specifici, quanto nella estensione e localizzazione in relazione alle opportunità ricreative che offre un uso socialmente e culturalmente significativo.
I boschi della Ca’ Litta si estendono su un’area consistente in posizione baricentrica rispetto ai nuclei di Canegrate, San Giorgio su Legnano, Villa Cortese, Busto Garolfo e Parabiago, a Sud del tracciato Canegrate/Busto Garolfo fino a quasi raggiungere la strada tra Busto e Parabiago.
Nonostante la consistente espansione edilizia che ha investito negli ultimi decenni questi centri è possibile rilevare la esistenza di rapporti ancora potenzialmente significativi tra essi e l’area boscata; sono infatti presenti numerosi tracciati rurali secondari che potrebbero svolgere una importante funzione di connessione attraverso ampi spazi aperti ancora utilizzati per le attività agricole.
È facile immaginare l’importanza che può avere quest’area, per la sua consistenza e la sua localizzazione, nella riqualificazione e valorizzazione del territorio, nel miglioramento delle condizioni di vita urbana di centri cresciuti troppo rapidamente, nello sviluppo di una politica sociale per il tempo libero.
I boschi della Ca’ Litta costituiscono con le aree agricole intercluse e di immediatamente circostanti una occasione importate per realizzare un’area a parco facilmente accessibile a un numero considerevole di cittadini, ideale per chi ha solo poche ore da passare all’aria aperta per distendersi, ricrearsi, stare in compagnia riscoprendo un rapporto diverso con la campagna e la natura.
Tra i Comuni di Canegrate, Arluno, Busto Garolfo, Casorezzo e Parabiago è stato costituito nel 1991 un parco denominato “del Roccolo” riconosciuto nel 1994 dalla Regione Lombardia come parco di interesse sovracomunale.
I boschi della Ca’ Litta sono quindi diventati parte integrante di questo nuovo parco della superficie complessiva di 15.000.000 di mq a cui ha aderito nel 1997 anche il Comune di Nerviano, facendo includere nel suo perimetro alcune aree del proprio territorio comunale.
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