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Quote latte, gli allevatori di Varese pronti a muovere i trattori
Giovedì 12 Febbraio 2009 11:12

Quote latte, gli allevatori di Varese pronti a muovere i trattori
La Confagricoltura provinciale si schiera contro il decreto firmato dal ministro Zaia e aderisce alla protesta nazionale
trattoreTrattori in piazza contro il decreto sulle quote latte del ministro dell'Agricoltura Luca Zaia. Confagricoltura Varese, allineandosi alle proteste di categoria nazionali e regionali, si prepara a una mobilitazione generale anche in provincia per protestare contro il decreto legge approvato dal Consiglio dei Ministri. Con la speranza di poter proporre qualche emendamento correttivo. «Il consiglio direttivo di Confagricoltura Lombardia, riunitosi ieri sotto la presidenza di Francesco Bettoni, ha deciso all'unanimità le azioni da intraprendere per contrastare la conversione in legge di un decreto che, così com'è stato formulato, penalizza chi ha sempre rispettato la legge a vantaggio di chi per libera scelta non si è mai messo in regola», dicono in una nota dall'associazione, che parla anche di «numerosi punti di incostituzionalità e in contrasto con la precedente legge 119. Da qui la decisione di intraprendere azioni legali. Chiederemo una serie di emendamenti su punti che Confagricoltura giudica irrinunciabili». Ed ecco questi punti centrali: si chiede che l'attribuzione delle nuove quote avvenga solo con la garanzia, da parte degli allevatori multati per la sovraproduzione, di ritirare i contenziosi aperti proprio per evitare il pagamento del dovuto. Ma non è finita: si chiede anche che l'assegnazione sia legata all'accettazione della «rateizzazione di quanto dovuto da parte di chi non ha finora rispettato le regole». Come a dire: gli allevatori multati per aver superato le quote, garantiscano di voler pagare le multe, altrimenti niente quote. E infine, si vuole «l'istituzione di un fondo adeguatamente finanziato da subito e destinato solo a chi ha rispettato la legge 119 ed ha investito nell'acquisto o nell'affitto di quote effettuando per questo notevoli investimenti in azienda. Confagricoltura Lombardia, si legge ancora nella nota, «ha deciso dunque di avviare interventi di tipo istituzionale e contemporaneamente una mobilitazione generale con presidi di migliaia di trattori per supportare le richieste di emendamento e le azioni legali con richiesta di sospensione del decreto che verranno avviate a livello nazionale e nei confronti della Suprema Corte di Giustizia di Bruxelles».
Il presidente provinciale Pasquale Gervasini sottolinea: «Gli allevatori inadempienti devono rinunciare alle vecchie pendenze, invece nel decreto questa regola non c'è. Lo devono a tutti i produttori di latte che si sono indebitati fino al collo per comprare quote e aumentare così la produzione legalmente per restare sul mercato. Altrimenti si penalizzeranno le aziende oneste. Per ora, restiamo con l'amaro in bocca».
Secondo il direttore Giuliano Bossi, «su 114 aziende che producono latte in provincia, quelle non in regola si contano sulle dita di una mano. In Lombardia, su 5800 aziende, solo 241 sono responsabili del 90 per cento delle multe per eccesso di produzione. Anche in Italia a fronte di una stragrande maggioranza di imprese che hanno rispettato le regole, pochissime (nemmeno il 2 per cento) hanno deciso di non farlo. L'acquisto delle quote è costato 13 miliardi di euro: oggi chiediamo la certezza del diritto. Chiediamo che le quote siano assegnate solo a chi è in regola con i pagamenti. Non tutte le aziende che hanno ecceduto rispetto alla quota di legge sono disoneste, ovviamente: noi siamo contro quelle che però non si sono messe in regola, rifiutando di pagare fino ad ora. I contenziosi aperti da queste poche aziende hanno ingolfato i tribunali: noi chiediamo che il decreto le obblighi a ritirarli».
Le quote latte comunitarie assegnate nel 1994 variano a seconda dell'azienda e sono legate alle produzioni annuali medie. Di recente, sono state aumentate del 5 per cento per l'Italia. I produttori che vogliono aumentare la produzione, hanno due strade da seguire: possono pagare le 'multe' per il superamento oppure, come molti hanno fatto negli anni nel Varesotto, acquistare le quote di altri allevatori.
Confagricoltura è contraria a quanti non hanno acquistato quote aggiuntive, superando il limite consentito.


tratto da La Prealpina 10/02/2009

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