Legnano - "Il pubblico è stato fantastico e quando ha applaudito prima della fine, al "La Valse" di Ravel, ho capito che eravamo tutt'uno, rompendo gli schemi della musica da camera che vuole che si applauda alla fine del brano. Mi era successo una volta sola a Venezia. Mi ricorderò per sempre". Queste le parole a caldo del grande musicista da camera, enfant prodige suffragate da richieste di bis, che il mito è restio a concedere, agli spettatori della sala Ratti intervenuti per l'appuntamento domenicale...
Un Albanese carico, pieno di energia, euforico quello apparso domenica con il suo "Sozzi", che lui non predilige, a favore di strumenti d'epoca per "mantenere il timbro" ed è come una tavolozza di colori sbiadita. Che la mattinata fosse intensa ed emozionante si è capito subito; Albanese, si è espresso in un repertorio impegnativo per pianoforte: sonate di Mendelsohn-Bartholdy, Shubert, Chopin e Ravel non per tutti.
La sonata in Si bemolle maggiore opera 106di Mendelsohn-Bartholdy, l'ha affrontato con energia e coinvolgimento. Franz Shubert , con la fantasia in Do maggiore 760opera 15 "Wandererer Fantasy" è stato a dir poco impetuoso scaricando tutta la sua energia. Ma Albanese è tornato dolce, profondo con Chopin nel notturno in Si maggiore e le emozioni sono state intensissime. Con Ravel si è espresso in "La Valse", dove il pubblico non si è frenato e prima della fine si è lasciato andare in scoscianti applausi , dirà dopo da "musica rock", coinvolgendo emotivamente il "focoso" maestro del pianoforte.
Il pubblico , che non è riuscito ad entrare in sala perché gremito, si è spostato dal foyer, nel bis dedicato a Gerswin "Rapsodia in blue", che ha coinvolto ancora di piu' gli spettatori legnanesi e non, che ormai non mancano a questa nuova abitudine domenicale.
Galleria Fotografica del concerto
Enzo Mari














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