L’Aula della Camera ha approvato la risoluzione di maggioranza sul Documento programmatico di finanza pubblica (Dpfp) con 179 voti a favore, 95 contrari e due astenuti. Questo testo, identico a quello già ratificato dal Senato, si pone come obiettivo il potenziamento della spesa per la difesa e la sicurezza nazionale, conformemente agli impegni internazionali. Inoltre, il governo è chiamato a implementare misure di sostegno per i redditi delle famiglie e la rottamazione.
## Liris (FdI): meno tasse, più investimenti e lavoro
Guido Quintino Liris, capogruppo di Fratelli d’Italia in Commissione bilancio, ha ribadito che il Dpfp 2025 «conferma la solidità dell’approccio economico del governo». Secondo Liris, le stime prudenti sono un segnale che l’Italia sta ritrovando un percorso di crescita sostenibile, rispettando le regole europee. Il senatore ha dichiarato: «È una manovra che coniuga responsabilità e sviluppo: meno tasse, più investimenti, più lavoro». Ha sottolineato che il consolidamento del bilancio è accompagnato da misure di sostegno per famiglie e imprese, valorizzando anche il Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (Pnrr).
## Boccia (Pd): con Meloni l’Italia cammina all’indietro
Il presidente del gruppo del Partito Democratico, Francesco Boccia, ha espresso forti critiche nei confronti del governo, sottolineando un clima di «opacità e ambiguità». Secondo Boccia, «il governo non ha una strategia, né una visione per il futuro», basando le sue azioni solo su tagli che impattano sulle fasce più vulnerabili della popolazione. Ha anche denunciato il rallentamento dell’economia, evidenziando una crescita del PIL dello 0,5%, inferiore alla media europea.
Boccia ha continuato a mettere in discussione l’operato del governo, sostenendo che le manovre economiche si sono concentrate sulla gestione del debito piuttosto che su una crescita sostenibile. Ha citato la crescente pressione fiscale, che è passata dal 41,4% al 42,8%, e ha avvertito che questo approccio non promette un futuro migliore per l’industria italiana, che sta vivendo delle difficoltà in numerosi settori.
In conclusione, la crisi dei settori produttivi e l’aumento della disoccupazione sono al centro delle preoccupazioni di Boccia, che ha accusato l’esecutivo di non avere misure efficaci per affrontare questi problemi, mentre la pressione fiscale continua a gravare sui cittadini.