Banche sotto i riflettori: sul tavolo misure sorprendenti da almeno 4 miliardi!

Ottobre 17, 2025

Giuseppe Baroni

Banche sotto i riflettori: sul tavolo misure sorprendenti da almeno 4 miliardi!

L’esecutivo italiano sta rivedendo il proprio approccio alla negoziazione con l’Associazione bancaria, proponendo l’introduzione di una tassa straordinaria. Questa nuova misura, insieme all’anticipo di liquidità, mira a garantire un incasso governativo considerevole, che potrebbe superare i 4 miliardi di euro. Tuttavia, le banche esprimono preoccupazione riguardo agli effetti di questa tassazione sui mercati e sulle proprie riserve.

## Proposta di tassazione e reazione delle banche

Il governo ha avanzato una proposta di tassazione che prevede un pagamento una tantum sulle riserve di utili accantonate nel 2023, destinate inizialmente a sostenere i requisiti patrimoniali e a evitare un’imposizione del 40%. Le somme, pari a 6,2 miliardi, potrebbero essere liberate e distribuite come dividendi pagando un’imposta ridotta del 27,5%. Questa manovra potrebbe generare 1,7 miliardi per le casse statali, un importo che potrebbe variare in base a ulteriori negoziazioni.

Le istituzioni bancarie, tuttavia, si mostrano scettiche. Il Direttore Generale dell’ABI, Marco Elio Rottigni, ha sottolineato la necessità di ricevere un nuovo mandato per poter discutere opzioni alternative all’anticipo di liquidità. Inoltre, il presidente dell’ABI, Antonio Patuelli, ha convocato una riunione straordinaria dell’associazione per esaminare gli sviluppi delle ultime trattative.

## La questione delle deduzioni e dei crediti d’imposta

Oltre alla nuova tassazione, il governo italiano sta considerando anche un rinvio delle deduzioni per il periodo 2026-2027, che permetterebbe di incrementare significativamente le entrate. Le banche hanno suggerito l’idea di prorogare di due anni la riscossione dei crediti d’imposta relativi ai bonus edilizi, la cui vendita è attualmente ostacolata da un mercato stagnante. Tuttavia, l’esecutivo ha escluso interventi su tali crediti.

L’ipotesi di un affrancamento delle riserve, combinata con l’anticipo di liquidità, potrebbe portare a un gettito complessivo di circa 3,7 miliardi, con la possibilità di superare i 4 miliardi includendo anche le entrate sulle imposizioni dei dividendi. L’amministrazione si trova quindi in una posizione complessa, mentre cerca di navigare le preoccupazioni del settore bancario senza compromettere le proprie ambizioni di bilancio.

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