Industria in crescita: i beni strumentali trainano i ricavi con un +0,6% nel 2025, ma l’export è in caduta libera!

Marzo 1, 2026

Giuseppe Baroni

Industria in crescita: i beni strumentali trainano i ricavi con un +0,6% nel 2025, ma l’export è in caduta libera!

Il report sull’andamento del fatturato industriale in Italia presenta segnali contrastanti. Sebbene l’indice dei ricavi mostri un incremento rispetto al 2021, la tendenza generale nel secondo semestre del 2022 e nel 2023 è stata quella di una flessione continua, che ha reso difficile un vero recupero.

## Analisi del Fatturato Industriale

Secondo Maurizio Marchesini, vicepresidente di Confindustria con delega al Lavoro e alle Relazioni Industriali, il previsto recupero del fatturato nel 2025 costituisce un segnale incoraggiante, ma la situazione rimane complessa, in particolare a livello internazionale. Marchesini ha sottolineato che “non bisogna farsi troppe illusioni”. Per un reale consolidamento del fatturato, è fondamentale che anche l’Italia intervenga, specialmente sul fronte dei costi energetici e degli investimenti, che risultano in stallo, nonostante gli incentivi previsti dalla legge finanziaria.

Le previsioni indicano che entro dicembre 2025 il fatturato industriale, depurato dai fattori stagionali, potrebbe aumentare dello 0,5% in valore e dell’1,7% in volume. Sul mercato interno, si prevede una variazione nulla in valore, ma un incremento del 2,3% in volume. Al contrario, le esportazioni potrebbero registrare un aumento dell’1,3% in valore e dello 0,7% in volume. Per il comparto dei servizi, si stima una crescita congiunturale dell’1,0% in valore e dello 0,8% in volume, con positiva performance nel commercio all’ingrosso e negli altri servizi.

## Difficoltà nell’Export

Contrariamente alle previsioni positive, il mese di gennaio ha mostrato un calo significativo delle vendite estere, in particolare nei mercati extra-Ue, registrando un abbassamento di sei punti rispetto ai mesi precedenti. Questo decremento è attribuibile principalmente alle riduzioni nelle vendite di energia (-38,0%) e beni strumentali (-15,1%). Solo le esportazioni di beni intermedi hanno mostrato un incremento (+5,3%).

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Il calo ha anche una dimensione geografica, con forti flessioni negli Stati Uniti e nel Regno Unito, mentre la crescita si attesta solo in Cina e Svizzera. La situazione nel Medio Oriente e in India segna un decremento del 10%, rendendo il contesto economico internazionale ancora più complicato.

Le prospettive per l’industria italiana rimangono quindi incerte, e la necessità di intervento a livello nazionale appare più evidente che mai.

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