Lazio approva la legge per il sostegno del patrimonio culturale
Il Consiglio Regionale del Lazio ha approvato oggi all’unanimità la proposta di legge n. 228 del 15 ottobre 2025, che introduce agevolazioni fiscali destinate alla valorizzazione del patrimonio culturale e paesaggistico della regione. Il testo, che ha come primo firmatario Marco Bertucci, consigliere regionale di Fratelli d’Italia e Presidente della Commissione Bilancio, si propone di incentivare le erogazioni liberali per sostenere i beni culturali locali.
Le risorse
La legge prevede un credito d’imposta sull’Irap per le erogazioni liberali destinate alla valorizzazione dei beni culturali e paesaggistici, con un massimo di 20.000 euro. Sono stati stanziati 534.000 euro per ciascun anno 2027 e 2028, e 80.000 euro per il 2026, per la creazione di una piattaforma informatica che faciliterà l’accesso alle agevolazioni.
La convenzione con l’Agenzia delle Entrate
La proposta di legge prevede anche la stipula di una convenzione con l’Agenzia delle Entrate per definire le modalità di accesso agli incentivi fiscali. La Giunta Regionale dovrà adottare un regolamento per l’attuazione della legge, istituendo una piattaforma per la presentazione dei progetti di intervento e per la gestione delle erogazioni liberali.
La tutela del paesaggio
Marco Bertucci ha sottolineato l’elevato valore simbolico della legge, affermando che il suo obiettivo è tutelare il paesaggio e i beni culturali della regione, dando al contempo voce ai Comuni più piccoli e ai borghi. «Ringrazio i colleghi per il supporto e l’opposizione per aver compreso l’importanza di questa iniziativa», ha dichiarato il consigliere.
I beneficiari
La legge include tra i beneficiari un ampio panorama del tessuto produttivo regionale, che comprende società di capitali, cooperative, professionisti e fondazioni operanti nel Lazio. Gli interventi possono essere promossi anche da enti pubblici e privati senza scopo di lucro, valorizzando il ruolo delle realtà territoriali spesso custodi di patrimoni culturali. Bertucci ha concluso affermando che l’incentivo automatico introdotto supera la logica dei bandi e mobilita capitali privati per tutelare la cultura, riducendo così la dipendenza dai fondi pubblici.