Poste Italiane ha confermato i suoi piani Della privatizzazione completa di Telecom Italia (Tim) attraverso un’operazione pubblica che prevede il delisting della società di telecomunicazioni. Questa manovra mira a integrare Tim nel gruppo Poste, trasformandola in una piattaforma multifunzionale che fornisce vari servizi, inclusi quelli di telecomunicazione.
Obiettivi dell’offerta pubblica di acquisto
Nel prospetto informativo approvato dalla Consob, si evidenzia che l’offerta include la possibilità di un delisting di Tim, che sarà consolidata all’interno del gruppo Poste Italiane. L’obiettivo di questo processo è di creare sinergie e promuovere una crescita sostenibile alla luce di un’integrazione più profonda tra i due enti. Tuttavia, Poste ha anche precisato che, alla data del documento, non sono state prese decisioni riguardanti future operazioni straordinarie legate all’emittente.
Sinergie e impatti sul lavoro
Poste Italiane ha stimato che l’integrazione di Tim potrebbe generare sinergie annuali per un totale di almeno 700 milioni di euro, con 500 milioni riconducibili a sinergie di costo. Le attese sinergie di ricavo supererebbero i 200 milioni di euro. Sul fronte occupazionale, Poste ha rassicurato che non ci saranno modifiche sostanziali ai contratti di lavoro dei dipendenti di Tim e delle aziende del gruppo, riducendo così le preoccupazioni riguardo a possibili impatti negativi sul personale. Alla fine del 2025, Tim aveva oltre 25.600 dipendenti, di cui oltre 16.800 in Italia.