Gallarate - Cinquecento persone, in religioso silenzio, hanno ascoltato - e fatto propria - la lezione magistrale di Massimo Cacciari, protagonista dell'ultimo appuntamento di Filosofarti. Un incontro incentrato sul concetto di nemico, inteso nelle due accezioni latine, colui che voglio annientare (“inimucus”) e colui che affronto, ma che comprendo (“hostis”). Partendo dalla premessa che “l'altro” è necessario per affermare sé stessi, il discorso si è ampliato, andando a toccare diversi ambiti: l'attualità «si entra in politica se si è disposti a mettere in gioco la propria vita e a riconoscere l'avversario come “hostis”, altrimenti resta solo la polemica», le guerre «è più semplice considerare l'altro un nemico da distruggere, come succede con i terroristi, che una persona con la quale dialogare», fino al paradosso della fede cristiana «ama il Signore e ama il tuo nemico».
Il relatore ha dichiarato di non voler commentare la situazione italiana, ma un paio di battute ne hanno svelato il pensiero: «L'aspetto economico e quello politico sono indissolubilmente legati, perciò la politica è complessa e occorre studiare a lungo per occuparsene; oggi invece sembra che la condizione per governare sia l'inesperienza». Lapidario l'ultimo intervento dal pubblico: «Adesso i politici fanno rischiare la pelle agli altri», così come la replica del filosofo: «Sono d'accordo con lei». Applausi scroscianti.
Emilia Carnaghi


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