Milano - Perché Jonathan Littell sia interessato al trittico "Tre studi di figure ai piedi di una crocifissione" di Francis Bacon non lo dice apertamente nel suo volume da poco uscito in libreria dal titolo "Trittico" (Einaudi, pp.143, € 23) per la traduzione di Luca Bianco.
Nell'opera datata 1944 si snodano tre figure zigomorfe con denti aguzzi, prive di occhi e dal collo lunghissimo.
Lo scrittore indaga sulla morfologia dei corpi, sul rapporto che Bacon stabiliva con la carne, la luce, le ombre e lo spazio dove tutto questo era contenuto.
Ma soprattutto Littell intende scavare nel senso di colpa e di disperazione che pervade quelle particolari tele.
Senso di colpa nel quale l'autore si inoltra, aiutato anche dalla conservatrice del Prado, che si rifà al suicidio di George Dyer, amante di Bacon e suo soggetto prediletto, che dopo una violenta lite si è tolto la vita nella stanza d'albergo che i due da anni condividevano.
Sconvolto da tale avvenimento Bacon fisserà su tela le sue opere più intense e pittoricamente significative.
Nei "Tre studi di figure ai piedi di una crocifissione" la pittura dell'autodidatta Bacon, si manifesta in tutta la sua valenza espressiva e compositiva.
In essa v'è l'enigma della vita e della morte, ma anche il dolore incontenibile e il senso di colpa per essere stato la causa, di una perdita senza ritorno.
Inoltre l'indagine di Littell affronta anche gli aspetti formali e estetici dell'arte del pittore più maledetto del secolo scorso.
Cristina Moregola
Jonathan Littell – "Tre studi di figure ai piedi di una crocifissione" – Einaudi, pp.143, € 23,00.


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