Sintesi: Nuove decisioni sul Ponte sullo Stretto alla luce di recenti negoziazioni tra governo e ministeri competenti. Sebbene ci sia un aggiornamento dei costi, la Società Stretto di Messina non sarà promossa a stazione appaltante qualificata. Pertanto, il progetto continua a muoversi avanti con nuove misure di controllo antimafia.
L’aggiornamento dei costi
Il progetto per la costruzione del Ponte sullo Stretto di Messina è tornato al centro dell’attenzione con l’approvazione di un decreto sulle infrastrutture, sviluppato attraverso complesse discussioni tra Palazzo Chigi, Quirinale e Ministero dell’Economia e delle Finanze. Si conferma l’aggiornamento dei costi del progetto, che passa dai 8,5 miliardi previsti nel 2012 ai 13,5 miliardi indicati nell’ultima manovra finanziaria. Questo incremento è stato giustificato dalla necessità di affrontare anche i servizi connessi all’opera, mantenendo però il limite imposto dalle normative europee, che prevede un aumento massimo del 50% rispetto al valore iniziale.
Il cronoprogramma
Per procedere, resta da completare un elemento cruciale: il perfezionamento delle autorizzazioni ambientali, che richiedono l’approvazione finale di Via e Vinca. Inoltre, sarà necessario l’approvazione da parte del Cipess, attesa per la fine di giugno, riguardo l’avvio dei lavori, preceduti dalla fase di precantierizzazione annunciata dal ministro Matteo Salvini e dall’amministratore delegato di Stretto di Messina Spa, Pietro Ciucci, nel corso di una conferenza stampa. I lavori del Ponte, che rappresentano un tema controverso per vari governi, inizieranno, nelle migliori delle ipotesi, nell’estate del 2025, come affermato da Salvini.
Controlli antimafia e sicurezza
Un altro aspetto significativo del progetto riguarda le nuove misure di controllo antimafia. Il ministro dell’Interno, Matteo Piantedosi, ha comunicato l’intenzione di trasferire le competenze relative alla prevenzione delle infiltrazioni mafiose alla struttura centralizzata presso il ministero. I protocolli obbligheranno tutti gli operatori economici coinvolti nel progetto a registrarsi all’anagrafe antimafia. Saranno previsti controlli più rigorosi nei cantieri, in particolare per garantire la sicurezza dei lavoratori e prevenire condizionamenti mafiosi nelle attività collegate al ciclo del cemento e smaltimento dei materiali da scavo. Queste attività di monitoraggio cominceranno prima ancora della posa della prima pietra, con il passaggio alla fase di precantierizzazione.