Emanuele Orsini, presidente di Confindustria, ha sollevato allarmi significativi sulla situazione economica italiana durante un dibattito alla Festa nazionale dell’Unità a Reggio Emilia. Tra le problematiche evidenziate, spiccano il tasso di cambio euro-dollaro e le mancate azioni dell’Unione Europea per attrarre investimenti. Le sue dichiarazioni mettono in luce un crescente senso di urgenza per il rilancio industriale del Paese.
Orsini: l’Ue ha fatto di tutto per danneggiare l’industria
Orsini ha accusato l’Europa di attuare politiche che hanno messo a repentaglio settori chiave come l’automotive e l’industria in generale. Ha sottolineato che, nonostante i segnali di una possibile correzione da parte della Commissione Europea, termini come “neutralità tecnologica” e “libertà tecnologica” restano assenti. «Abbiamo fatto di tutto – ha ammonito Orsini – per deindustrializzare l’Europa con le scelte fatte dalla precedente Commissione europea. Ci auguriamo che l’attuale Commissione non continui su questa strada, ma purtroppo non sembra allineata alle nostre richieste». Tali scelte, secondo Orsini, stanno spingendo molte imprese, in particolare nel settore calzaturiero e farmaceutico, a lasciare l’Europa a causa di normative penalizzanti.
Il monito di Draghi: «L’Europa deve agire rapidamente»
Orsini ha richiamato il monito già espresso qualche anno fa da Mario Draghi, affermando che tale avvertimento è stato sistematicamente ignorato. «Quello che stiamo chiedendo all’Europa è di agire presto» ha dichiarato. La pressione per una risposta rapida diventa ancora più urgente con la scadenza di misure vitali per il sostegno alle imprese, come Industria 4.0 e Industria 5.0, oltre a iniziative per la ricerca e sviluppo.
«Un’azione concreta per mettere al centro l’industria»
Il presidente di Confindustria ha sottolineato la necessità di mettere l’industria concretamente al centro delle politiche economiche. «Non stiamo chiedendo aiuti a pioggia, ma strategie mirate che favoriscano investimenti sostenibili» ha spiegato Orsini. Ha poi citato i benefici derivanti dalla misura ZES che ha comportato investimenti significativi e una notevole creazione di posti di lavoro. Secondo Orsini, è essenziale sviluppare due approcci diversi: uno per le piccole e medie imprese e uno per le grandi aziende, con il fine ultimo di generare un ambiente favorevole per tutti i settori industriali.
«Dialogo costruttivo con il Partito Democratico»
A margine del dibattito, Orsini ha evidenziato l’importanza del dialogo con il Partito Democratico su temi di competitività e investimenti. Ha ricordato i risultati positivi ottenuti grazie agli investimenti nella ZES e ha rimarcato l’importanza di raccogliere le istanze delle imprese. «Confindustria deve dialogare con tutti i partiti, in particolare con quelli che influenzano le politiche economiche», ha concluso Orsini.