Startup italiane: la burocrazia frena la crescita
Un recente sondaggio ha rivelato che l’80% delle startup italiane ha rinunciato a opportunità di crescita a causa di complesse procedure burocratiche. Nonostante il potenziale innovativo di queste imprese, la pressione amministrativa e fiscale continua a rappresentare un ostacolo significativo per l’imprenditoria giovanile.
Il sondaggio
I dati provengono da un’indagine condotta da Future Proof Society (FPS) tra i Giovani Industriali, presentata durante l’Italian Tech Week a Torino. In un dibattito moderato da Marco Ogliengo, CEO di JetHR, e con la partecipazione di Alessandro Tommasi, fondatore e CEO di FPS, e Maria Anghileri, presidente dei Giovani Imprenditori di Confindustria, sono emerse testimonianze riguardanti le sfide affrontate dagli imprenditori italiani nel superare le barriere burocratiche.
Cosa dicono i giovani imprenditori
Maria Anghileri ha evidenziato la necessità di sbloccare il potenziale innovativo delle startup e delle giovani imprese digitali. «È fondamentale una rapida attuazione del 28esimo regime europeo, che consentirebbe alle aziende di operare senza ostacoli e con procedure uniformi in tutta Europa», ha dichiarato.
Anghileri ha inoltre sottolineato che, per l’Italia, esistono soluzioni immediate. «Dobbiamo estendere a tutte le imprese, in particolare a startup e PMI innovative, il modello autorizzativo e le semplificazioni birocratiche della Zes, che ha già dimostrato la sua efficacia generando investimenti e nuovi posti di lavoro. Solo così possiamo garantire che i giovani restino nel nostro Paese anziché cercare opportunità in ecosistemi più efficienti e competitivi».