L’export rappresenta una leva cruciale per la crescita economica dell’Italia, con il settore del “Bello e Ben fatto” che continua a dimostrare il suo potenziale nei mercati internazionali. Un recente rapporto evidenzia la possibilità di espansione in diverse aree chiave, suggerendo un terreno fertile per le aziende italiane negli anni a venire.
## Il Rapporto
La 13° edizione di “Esportare la Dolce Vita”, un rapporto del Centro studi di Confindustria, è stata presentata ieri a Rio de Janeiro durante un evento organizzato insieme al Ministero degli Esteri e all’Italian Trade Agency. Il rapporto rivela che nelle regioni dell’America Latina e dei Caraibi si sta aprendo una nuova era di cooperazione commerciale. Tra il 2008 e il 2024, le esportazioni dei beni del “Bello e Ben fatto” hanno registrato una crescita annuale media del 10%, con una domanda crescente di know-how, creatività e sostenibilità.
## Opportunità dall’Intesa tra Ue e Mercosur
L’accordo tra Unione Europea e Mercosur potrebbe segnare una svolta significativa nelle relazioni economiche tra Europa e Sud America. Le imprese europee beneficeranno di una riduzione dei dazi per un valore di 4 miliardi di euro, accanto alla protezione di 57 indicazioni geografiche, con oltre 1.400 aziende italiane già attive nell’area. Secondo il Centro studi di Confindustria, la piena implementazione dell’accordo potrebbe generare un potenziale aggiuntivo di oltre 1,1 miliardi di euro nei confronti dei paesi del Mercosur, a fronte dei 7,4 miliardi già realizzati nel 2024.
## Un Banco di Prova
“L’espansione del Made in Italy dipende da una strategia di apertura. L’accordo con il Mercosur è una vera e propria prova della capacità dell’Europa di operare come potenza economica globale e dell’Italia di costruire relazioni basate su scambi reciproci”, ha sottolineato Barbara Cimmino, vice presidente di Confindustria per l’Export e l’Attrazione degli investimenti. “Gli Stati membri devono dimostrare prontezza e coesione ratificando quanto prima questo trattato di libero scambio. È necessario sviluppare una politica economica estera che ponga la cooperazione al centro, assistendo le aziende nei mercati più dinamici e valorizzando il marchio Italia”.