Scandalo al Sant’Eugenio: un primario arrestato mentre riceve una tangente!

Dicembre 8, 2025

Giuseppe Baroni

Scandalo al Sant’Eugenio: un primario arrestato mentre riceve una tangente!

Roberto Palumbo, primario del reparto di Nefrologia e Dialisi dell’ospedale Sant’Eugenio di Roma, è stato arrestato insieme all’imprenditore Maurizio Terra, accusato di corruzione. I due sono coinvolti in un’inchiesta che mette in luce presunti illeciti nella gestione dei pazienti in dialisi, sollevando interrogativi sulla trasparenza del sistema sanitario.

La mazzetta da 3.000 euro

L’arresto è avvenuto giovedì scorso, 4 dicembre, durante un’operazione della squadra mobile della polizia. Palumbo è stato fermato mentre riceveva una busta contenente 3.000 euro in contante, in banconote da 50 e 100 euro, dall’imprenditore Terra. Lo scambio è avvenuto a bordo dell’auto del primario, nei pressi della Regione Lazio.

L’inchiesta sulla gestione dei pazienti

Questa operazione si colloca all’interno di un’indagine più ampia condotta dalla sezione anticorruzione della polizia, che sta esaminando presunti casi di corruzione nella gestione dei pazienti in dialisi. Secondo gli inquirenti, i pazienti dimessi sarebbero stati indirizzati verso strutture legate a Terra in cambio di vantaggi illeciti.

Un’indagine lunga un anno

Dopo l’arresto, la polizia ha proceduto a perquisizioni e ha sequestrato i telefoni dei due coinvolti. L’inchiesta, sotto la direzione del procuratore aggiunto Giuseppe De Falco, coinvolge attualmente oltre dieci indagati. Palumbo è stato tradotto in carcere con l’accusa di corruzione, mentre Terra si trova agli arresti domiciliari in attesa della convalida delle misure cautelari da parte del giudice per le indagini preliminari. L’indagine era in corso da circa un anno.

Dall’opposizione: sanità pubblica da difendere

Angelo Bonelli, deputato di Europa Verde, commenta la situazione: «La sanità pubblica va difesa. Ringraziamo i magistrati per aver svelato un giro di mazzette. Mentre sei milioni di persone rinunciano a curarsi a causa delle lunghe liste d’attesa e della mancanza di fondi per accedere al privato, i magistrati scoprono un sistema corrotto che favorisce le strutture private. Questa è una vergogna che rende urgente il potenziamento della sanità pubblica».

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