Transizione 5.0: Fin del Cloud e Cinque Comunicazioni Cruciali per le Aziende!

Maggio 5, 2026

Giuseppe Baroni

Transizione 5.0: Fin del Cloud e Cinque Comunicazioni Cruciali per le Aziende!

Il decreto attuativo del nuovo piano Transizione 5.0 ha subito due importanti modifiche, tra cui l’esclusione dei software in cloud e l’introduzione di una nuova comunicazione obbligatoria per le imprese. Queste novità mirano a definire un quadro normativo chiaro per incentivare l’iperammortamento degli investimenti previsti tra il 2026 e il 2028, in un contesto di incertezze che ha rallentato le decisioni degli imprenditori.

Esclusione dei software in modalità cloud

Una delle modifiche più rilevanti riguarda l’esclusione delle soluzioni software fornite in modalità cloud, operanti sotto regime as-a-service, dai beni strumentali agevolabili. Questi software, tipicamente erogati tramite abbonamenti e non soggetti ad ammortamento tradizionale, non saranno più inclusi, una decisione che ha suscitato preoccupazione tra le imprese del settore. In precedenti versioni del decreto, era previsto il calcolo degli sgravi fiscali anche sui costi relativi ai canoni di accesso, ma questa opportunità è stata scartata dalle autorità economiche.

Impatto sul mercato e sulla spesa aziendale

Le imprese attive nel settore considerano questa esclusione una restrizione severa, poiché i servizi as-a-service rappresentano attualmente l’80% del mercato degli software e servizi digitali, secondo stime di Anitec-Assinform. Di conseguenza, una porzione significativa della spesa delle aziende per beni immateriali potrebbe rimanere fuori dalla possibilità di usufruire delle agevolazioni. Inoltre, il piano ora si orienta prevalentemente verso i beni strumentali materiali tradizionali, accentuando la fissazione su prodotti di fascia alta anche per quanto riguarda i moduli fotovoltaici necessari per l’autoproduzione di energia.

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