Pnrr: Comuni e Province in Crescita, ma le Regioni Rallentano
Secondo un recente report della Corte dei conti, Comuni, Città metropolitane e Province hanno registrato un notevole progresso nell’utilizzo dei fondi del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (Pnrr), contribuendo in modo significativo al miglioramento generale delle performance di spesa. Tuttavia, il report mette in luce che le Regioni si trovano indietro, con un tasso di impegno che si attesta al 43,7%.
Il referto
I dati provengono dalla delibera 22/2025, pubblicata ieri dalla sezione Autonomie della Corte dei conti, che fornisce un’analisi approfondita della gestione finanziaria e dell’andamento dei progetti nelle amministrazioni locali. Questa relazione si basa su indagini effettuate durante l’anno passato dalle sezioni regionali di controllo.
Rischio ritardi
I numeri presentati nel referto si riferiscono alla situazione attuale al 28 agosto 2025. L’analisi evidenzia “elementi di preoccupazione” legati ai tempi di completamento dei progetti; in particolare, si riscontrano lievi ritardi in circa il 50% delle iniziative. Tuttavia, il report rassicura, sottolineando che “la media ponderata dei tempi di realizzazione mostra, nella maggior parte dei casi, un recupero dei ritardi iniziali”. In effetti, si osserva un’accelerazione nei lavori man mano che ci si avvicina alle scadenze del Piano.
Anticipi locali
La predominanza dei Comuni emerge chiaramente nel contesto del Pnrr, poiché questi gestiscono il 66,1% (63.530 su 96.082) dei progetti a livello territoriale. Tuttavia, le Regioni mostrano una maggiore media di valore dei progetti. Nonostante ciò, nel panorama complessivo della spesa, i Comuni (31,5% di fondi spesi), le Città metropolitane (31,2%) e le Province (38,6%) hanno registrato performance superiori rispetto alle Regioni, che si attestano al 25,5%. A fine agosto, gli enti locali avevano effettuato pagamenti per un totale di 15,1 miliardi di euro e ricevuto fondi per 11,9 miliardi, dimostrando che, nonostante un’accelerazione nel flusso finanziario, avevano anticipato quasi 3,2 miliardi.