Riforme fiscali in arrivo: il governo cerca soluzioni per i contribuenti in difficoltà
Il governo italiano è all’opera per finalizzare un pacchetto di misure da inserire nel decreto fiscale, dopo i ritardi legati alla conversione del Milleproroghe. Tra le questioni più urgenti vi è il supporto ai contribuenti che non hanno rispettato la scadenza della rottamazione quater e la revisione dei contributi sui minipacchi extra Ue. I tecnici dell’amministrazione finanziaria stanno lavorando su diverse issue, tra cui l’iperammortamento e la regolamentazione della disciplina dell’Iva sulle permute.
Il recupero dei decaduti
Per i contribuenti che sono decaduti dalla rottamazione quater a causa del mancato pagamento della rata di novembre 2025, la riapertura del programma non ha ancora ricevuto il via libera dalle commissioni competenti. Nonostante il supporto del ministero dell’Economia e di politici come Alberto Gusmeroli della Lega, la proposta è in attesa di verifiche sui necessari fondi. Secondo quanto riferito dal viceministro dell’Economia, Maurizio Leo, si sta valutando la possibilità di recuperare l’emendamento, ma sono necessarie ulteriori considerazioni, tra cui l’identificazione di una nuova scadenza per il pagamento.
I minipacchi extra Ue
Un’altra questione cruciale riguarda il contributo di 2 euro sui minipacchi provenienti da paesi extra Ue. Il governo si è impegnato a trovare una soluzione attraverso il decreto fiscale, considerato che il complementare piano europeo riguarderà anche l’introduzione di un nuovo dazio da 3 euro a partire dal 1° luglio. Mentre il rinvio del contributo sembra fattibile, restano dei dubbi sulla necessità di coprire i 383 milioni di euro ancora mancanti, affinché il nuovo dazio possa entrare in vigore senza il peso del contributo.
L’Iva sulle permute
Infine, la riforma che modifica il calcolo dell’Iva sulle vendite con permuta solleva interrogativi finanziari. A partire dal 1° gennaio 2026, si prevede che per il calcolo dell’imponibile si utilizzi il costo dei beni e servizi scambiati invece del valore normale. Questa modifica ha causato complessità nei contratti pluriennali, generando potenziali ripercussioni sul gettito fiscale. Si sta considerando di introdurre un correttivo nel decreto fiscale che potrebbe limitare gli effetti della nuova normativa ai soli contratti stipulati dal 2026, lasciando la sistematica precedente per quelli già in essere.
Le prossime settimane saranno decisive per definire quali misure emergeranno nel nuovo decreto, in un contesto caratterizzato da una pressione crescente affinché vengano forniti supporti efficaci ai contribuenti in difficoltà.