I centri di assistenza fiscale (Caf) hanno espresso forti preoccupazioni riguardo al recente provvedimento che prevede un taglio retroattivo di 21,6 milioni di euro sui compensi loro riconosciuti. Questa decisione, contenuta nella legge di Bilancio 2026, è stata inserita nel Decreto Ministeriale Economia del 29 aprile, e ha sollevato un’immediata protesta da parte dei Caf che chiedono un confronto con le istituzioni.
Il taglio dei compensi ai Caf
Il decreto stabilisce che le risorse destinate ai compensi dei centri di assistenza fiscale e dei professionisti abilitati non devono superare 195,3 milioni di euro a partire dal 2026, in relazione ai servizi forniti nel 2025. In caso di superamento di tale limite, le somme dovute saranno proporzionalmente ridotte. Questo impatto retroattivo ha attirato l’attenzione del presidente della consulta dei Caf, Giovanni Angileri, che ha commentato: “C’è un elemento di criticità, poiché l’applicazione incide su prestazioni già effettuate, configurando un effetto retroattivo”.
L’appello al dialogo con le istituzioni
La consulta ha sottolineato che in precedenti situazioni simili, misure di retroattività erano state escluse grazie al dialogo nella fase di approvazione. Durante la discussione della legge di Bilancio, i Caf hanno chiesto di essere parte del confronto istituzionale, ma si sono trovati a fronteggiare una discussione che si è conclusa con un ordine del giorno approvato, piuttosto che con un emendamento che accogliesse le loro esigenze.
La responsabilità del visto di conformità
Inoltre, i Caf hanno voluto evidenziare il ruolo cruciale che svolgono nel rilascio del visto di conformità, che comporta un’assunzione di responsabilità economica in caso di errori. “Questa responsabilità non ha pari in altri settori. La complessità del lavoro quotidiano richiede verifiche rigorose su una grande mole di documentazione”, hanno affermato i rappresentanti dei Caf.
Il ruolo dei Caf nelle dichiarazioni precompilate
Un ulteriore punto sollevato è l’argomento delle dichiarazioni precompilate. Sebbene il decreto menzioni un aumento delle dichiarazioni accettate senza modifiche, i Caf contestano l’idea che il loro ruolo si sia ridotto, affermando che la maggior parte delle dichiarazioni precompilate richiede modifiche o integrazioni, confermando così la loro centralità nel sistema di assistenza fiscale.