I redditi medi delle partite IVA stanno registrando un aumento significativo, ponendo in evidenza le disparità tra i diversi settori. Questo articolo esamina i dati delle pagelle fiscali presentate nel 2025, che riflettono la situazione economica per l’anno d’imposta 2024, e il crescente interesse verso i regimi fiscali agevolati, in particolare la flat tax.
Una crescente preferenza per la flat tax
Secondo i dati diffusi, la categoria delle partite IVA si compone di 2,68 milioni di autonomi, imprese e società. Tuttavia, tra le partite IVA individuali, che ammontano a 3,8 milioni, la flat tax continua a guadagnare terreno, attestandosi ora al 52% del totale. Il dipartimento delle Finanze ha evidenziato che «la quasi totalità di coloro che hanno aderito ai regimi fiscali agevolati è nel regime forfettario, che conta circa 2 milioni di iscritti (+3,3% rispetto all’anno precedente)». Inoltre, oltre la metà dei titolari di partita IVA beneficia di regimi fiscali agevolati, dichiarando il 31,6% dei redditi totali. Gli imprenditori, rappresentanti del 28,3% delle partite IVA, dichiarano circa il 33,5% dei redditi, mentre i lavoratori autonomi, pari al 13,8%, contribuiscono con un 34,4% al totale dichiarato.
Incremento degli operatori affidabili
Analizzando le pagelle fiscali, il numero di soggetti Isa in area di affidabilità—ossia con un voto da 8 in su—ha raggiunto i 1,25 milioni, coprendo il 46,7% del totale. Questo segna un incremento del 2,2% rispetto all’anno precedente. Nel contesto macroeconomico, il Pil del 2024 è cresciuto del 2,8% in termini nominali e dello 0,8% in termini reali, contribuendo all’aumento del reddito medio di impresa e di lavoro autonomo, ora stabilito a 56.100 euro, in crescita dell’8,6% rispetto all’anno passato. Per i soggetti più affidabili, il reddito medio supera i 91.000 euro, registrando un incremento del 7,4% rispetto al 2023.
Variazioni significative nelle regioni del Nord
Una disamina territoriale mostra che i maggiori incrementi si sono verificati nel Nord Est e Nord Ovest, con variazioni percentuali del 9,6% e 9,1% rispetto all’anno precedente. Al Centro, l’aumento è stato dell’8,6%, mentre al Sud e nelle Isole si osservano incrementi più contenuti, rispettivamente del 7,0% e del 5,4%.