Partite Iva: Il rischio di evasione continua a colpire una su due, nonostante l’aumento dell’affidabilità!

Giugno 5, 2026

Giuseppe Baroni

Partite Iva: Il rischio di evasione continua a colpire una su due, nonostante l’aumento dell’affidabilità!

Un recente report sui redditi delle partite Iva offre uno spaccato interessante della situazione economica italiana. Nonostante si faccia ancora fatica a sconfiggere l’evasione fiscale, alcuni segnali di miglioramento emergono dai dati più recenti, presentati nel contesto delle dichiarazioni fiscali per il 2025.

L’aumento dell’affidabilità fiscale

Nel 2024, l’andamento dei redditi delle partite Iva indica una crescita che merita attenzione. Le dichiarazioni fiscali evidenziano un aumento dell’8,6% dei redditi medi, raggiungendo la cifra di 56.100 euro per quasi 2,7 milioni di partite Iva. Significativa è la crescita anche dei contribuenti con un punteggio da 8 a 10 nelle loro “pagelle fiscali”, con un incremento del 2,2% che porta il numero totale a 1,25 milioni.

In questo contesto, risalta il fatto che 200mila contribuenti sono riusciti a entrare nell’area di affidabilità fiscale grazie ai meccanismi previsti dal concordato preventivo. Tuttavia, rimane critico il fatto che il 53,3% delle partite Iva continua a trovarsi in una situazione di potenziale evasione, suggerendo che è necessario un intervento per garantire maggiore sicurezza fiscale.

I redditi per settore

L’analisi dei redditi divisa per settore mette in luce notevoli disparità. I notai si confermano la categoria con i redditi più elevati, che si avvicinano a 337mila euro. Al contrario, i settori più colpiti risultano quelli del commercio al dettaglio, con bar e gelaterie che registrano un reddito medio di soli 22.550 euro. Ulteriori dati rivelano che attività come il commercio di abbigliamento e pescherie ammontano a meno di 20mila euro.

Non meno allarmanti sono i redditi medi di settori come i servizi estetici che si attestano a 15.740 euro, e le attività agrituristiche a 15.680 euro, mentre alcuni comparti come la silvicoltura e la concia delle pelli toccano cifre drammaticamente basse, rispettivamente di 5.830 e 4.040 euro. Questi dati, indicano la necessità di un’analisi contestuale, poiché molti di questi settori si trovano in difficoltà a causa dell’attuale crisi economica.

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I redditi per area geografica

Infine, l’analisi geografica dei redditi mostra chiari divari territoriali. Nel Nord Ovest, il reddito medio si attesta a 65mila euro, con un incremento del 9,1%. Al contrario, nel Sud Italia, il reddito medio scende a 44.400 euro, con un aumento del 7%, mentre nelle isole la cifra è di 42.700 euro, con un incremento del 5,4%. Queste differenze evidenziano le disparità economiche che persistono nel Paese, richiedendo interventi mirati e strategie per incentivare la crescita delle aree più svantaggiate.

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