La Commissione Ue lancia un appello: al Sud è tempo di selezione e strategie mirate per l'industria e le Zes!

Giugno 17, 2026

Giuseppe Baroni

La Commissione Ue lancia un appello: al Sud è tempo di selezione e strategie mirate per l’industria e le Zes!

L’Italia e le Politiche Industriali: Un Futuro da Ridefinire

Recenti osservazioni della Commissione europea mettono in evidenza le sfide che l’Italia deve affrontare per rilanciare il settore industriale. Le politiche attuali, pur delineando scenari strategici, ancora non riescono a colmare il divario di produttività tra il Nord e il Sud del Paese. Il documento mette in discussione l’efficacia delle strategie discusse tra le varie istituzioni, esprimendo la necessità di un approccio più coerente e selettivo.

Un’Analisi delle Politiche Industriali Italiane

La Commissione europea ha recentemente pubblicato un Country report sull’Italia, evidenziando un significativo disallineamento tra i documenti strategici che dovrebbero guidare il governo verso il rilancio dell’industria. Sebbene l’Italia abbia fatto un primo passo con la definizione di una strategia nazionale industriale, è necessario uno sforzo ulteriore per implementarla e allinearla con gli obiettivi di sviluppo del Sud. Il “Libro bianco Made in Italy 2030” del Ministero delle Imprese e del Made in Italy e il piano del governo per la Zona Economica Speciale (ZES) nel Mezzogiorno appaiono, infatti, scollegati e non producono azioni concrete.

Il “Libro bianco Made in Italy 2030” identifica 18 settori strategici, molti dei quali a basso valore aggiunto, senza una chiara priorità strategica o obiettivi definibili. Questo porta a una distribuzione degli sforzi pubblici che potrebbe risultare inefficace, soprattutto in un contesto di risorse limitate.

Il Divario di Produttività e la Necessità di Misure Mirate

Per il Mezzogiorno, la Commissione europea evidenzia un possibile bisogno di riflessione supplementare. La produttività nella regione si attesta al 82% rispetto alla media europea, un dato che sottolinea le storiche differenze nell’industria. La Commissione è critico nei confronti del piano ZES, definendolo la principale iniziativa per supportare lo sviluppo del Sud, ma richiedendo misure più mirate. Nonostante l’autorizzazione unica funzioni come un importante segnale, l’attuale architettura della ZES non promuove un effettivo avanzamento industriale.

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In questo contesto, sebbene siano tracciate alcune traiettorie, come gli investimenti nelle tecnologie spaziali finanziate dal PNRR, è fondamentale un approccio più articolato che riesca ad integrare meglio le filiere produttive nel Mezzogiorno. Investimenti in settori come le rinnovabili, la microelettronica e le batterie potrebbero rappresentare un’opportunità, ma è necessario che vengano gestiti in modo da superare le attuali inefficienze e favorire una crescita sinergica.

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