Il consiglio dei ministri italiano ha avviato la definizione del primo pacchetto di regole nazionali sull’intelligenza artificiale, approvando due decreti legislativi preliminari. Questi decreti si focalizzano su diversi aspetti, tra cui governance, lavoro, e sanità, creando un quadro normativo che mira a regolare l’uso dell’AI nel paese.
Nuove normative sull’intelligenza artificiale
Il consiglio dei ministri ha approvato in via preliminare due decreti legislativi che daranno forma al primo pacchetto di regole italiane riguardanti l’intelligenza artificiale (AI). Queste normative si basano sulla legge 132/2025 e abbracciano diverse aree, tra cui governance, sperimentazione, lavoro, istruzione, e responsabilità civile e penale. Ulteriori decreti sono previsti per completare il quadro legislativo, in particolare su temi legati alla sanità e alla giustizia.
Responsabilità e governance
Il testo dei decreti chiarisce che tutte le decisioni riguardanti i rapporti di lavoro, inclusi i licenziamenti, non possono essere adottate esclusivamente sulla base di trattamenti automatizzati svolti da sistemi di intelligenza artificiale. In materia di sicurezza, i sistemi di AI dovranno integrarsi nella valutazione dei rischi ai sensi del Testo unico sulla sicurezza sul lavoro. L’articolo 48 stabilisce l’obbligo di garantire un equo compenso per le prestazioni professionali legate all’uso di sistemi di AI, collegando le tariffe alla classificazione del rischio secondo l’AI Act europeo.
La legge italiana riguardante l’AI si applica a fornitori e utilizzatori che hanno sede nell’Unione Europea, e comprende pure le autorità pubbliche. La governance sarà guidata da due agenzie: l’Agenzia per l’Italia Digitale (AgID) e l’Agenzia Nazionale per la Cybersicurezza (ACN), in un modello sviluppato dal Dipartimento per la trasformazione digitale, sotto la direzione del sottosegretario all’Innovazione, Alessio Butti.
L’AgID assumerà il ruolo di autorità nazionale di notifica per la valutazione e designazione degli organismi di valutazione della conformità, mentre l’ACN vigilerà sul mercato, supportata da Banca d’Italia, Consob e Ivass nel caso di sistemi ritenuti ad alto rischio. Entrambe le agenzie avranno il potere di imporre sanzioni amministrative che possono arrivare fino a 35 milioni di euro o il 7% del fatturato annuo per le imprese, in caso di violazioni alle normative.
Infine, i decreti disciplinano anche la collaborazione con la Guardia di Finanza e i protocolli d’intesa tra le varie autorità coinvolte. Un comitato di coordinamento presso la presidenza del Consiglio e un tavolo tecnico presso il ministero delle Imprese serviranno a risolvere eventuali conflitti di competenza. Le nuove normative prevedono anche spazi di sperimentazione normativa, le cosiddette “sandbox”، che consentiranno test e validazioni di sistemi di AI in deroga a normative esistenti, sotto la supervisione di AgID e ACN.