Dogane UE: Un pacco su 15.000 sotto la lente d'ingrandimento! L'ecommerce minaccia la sicurezza dei prodotti!

Luglio 22, 2026

Giuseppe Baroni

Dogane UE: Un pacco su 15.000 sotto la lente d’ingrandimento! L’ecommerce minaccia la sicurezza dei prodotti!

L’ultimo rapporto della Commissione europea sui controlli di conformità dei prodotti importati nell’Unione mette in evidenza una significativa riduzione nell’efficacia delle dogane europee. Il controllo su un numero sempre crescente di articoli rappresenta una sfida crescente per la sicurezza dei consumatori e per la conformità delle merci in arrivo.

## Quasi sei miliardi di articoli: il quadruplo dal 2022

I dati attuali rivelano un aumento esponenziale delle importazioni, con quasi sei miliardi di articoli immesse nel mercato nel 2025, rispetto ai 1,5 miliardi del 2022, segnando un incremento del 298% in tre anni. Questo balzo è principalmente attribuibile all’e-commerce al di fuori dell’Unione europea. Le spedizioni a basso valore, quelle fino a 150 euro, che dal primo luglio 2025 sono soggette a un dazio di tre euro, costituiscono oggi il 91% delle importazioni, totalizzando 5,9 miliardi di pacchi solo nel 2025.

## Meno di 10 articoli su un milione bloccati alla frontiera

Le dogane si trovano in difficoltà nel mantenere un adeguato livello di controllo. Nel 2025, sono stati effettuati 387.588 controlli, di cui 205.888 hanno portato a sospensioni e 58.391 a rifiuti definitivi. Nonostante questi numeri rimangano stabili rispetto all’anno precedente, il tasso di controllo è drasticamente diminuito a 65 articoli per milione, un calo rispetto agli 82 del 2024 e ai 203 del 2022. Inoltre, il tasso di scoperta, ovvero il numero di merci effettivamente bloccate, è sceso per la prima volta sotto i 10 articoli, fermandosi a 9,7 per milione.

## Dai prodotti ai Paesi d’origine

Un’operazione di controllo di grande portata lanciata dalla Commissione europea nel 2025 ha ulteriormente evidenziato i rischi associati alle importazioni. La prima fase ha visto l’analisi di 20.000 articoli, tra cui giocattoli e piccola elettronica, acquistati online da fornitori extra Ue. Risultati sorprendenti: più della metà di questi articoli non era conforme agli standard. In laboratorio, l’84% dei prodotti testati è stato giudicato pericoloso. La seconda fase ha coinvolto 11.338 articoli, tra cui cosmetici e dispositivi di protezione individuale, con un allarmante 65% di cosmetici e il 60% di DPI risultanti fuori norma. Gli Stati Uniti, la Cina e il Regno Unito sono emersi come i principali paesi d’origine per questi articoli non conformi.

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La situazione attuale genera preoccupazioni e richiama l’attenzione sulla necessità di rafforzare i controlli, nel tentativo di garantire la sicurezza dei prodotti che entrano nel mercato europeo e proteggere i consumatori.

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