Governo in crisi sul Pnrr: decreto bloccato alla Camera minaccia 3 miliardi di fondi!

Agosto 21, 2026

Giuseppe Baroni

Governo in crisi sul Pnrr: decreto bloccato alla Camera minaccia 3 miliardi di fondi!

La crisi del Governo Italiano tra PNRR e questioni ferroviarie

Il dibattito politico in Italia si intensifica con il PNRR al centro dei contrasti tra il Governo e la maggioranza, aggravati dalla complessità di diversi temi, tra cui il settore ferroviario. Il rischio di un cortocircuito si fa tangibile, mentre le scadenze riguardanti il Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza si avvicinano.

Questione di treni

La contesa odierna verte sulla concorrenza nel settore ferroviario, che già presenta numerosi problemi. Recentemente, il Governo ha abbandonato un ambizioso progetto per la creazione di una società dedicata all’acquisto dei treni, noto come Rosco, dopo aver raggiunto un accordo con le autorità europee. Il nodo principale, legato all’articolo 1 del decreto PNRR attualmente in discussione alla Camera, riguarda le gare per i servizi Intercity.

Tiro alla fune con la Ue

Un passaggio controverso introdotto all’articolo 1, comma 1, del decreto prevede la possibilità di articolare la gara in un lotto unico nazionale. Questa proposta, contraria a quanto stabilito dalla Legge sulla Concorrenza del 2021, ha suscitato la forte opposizione della Commissione Europea, che considera tale approccio un ostacolo ai potenziali concorrenti di Trenitalia. L’Unione Europea richiede che le gare siano suddivise in più lotti territoriali e che vengano definiti criteri chiari per garantire uniformità e qualità del servizio, ma al momento Roma ha respinto queste indicazioni.

Lo stallo politico

La proposta di emendamento presentata dalla deputata della Lega, Silvana Comaroli, mira a delineare una procedura complessa, ricca di scadenze e relazioni, includendo la designazione di «infrastruttura essenziale» per il materiale rotabile utilizzato dall’operatore uscente. Tuttavia, non affronta il problema centrale. Resta in sospeso anche la clausola sociale richiesta dal Partito Democratico, che intende garantire una concorrenza equa evitando che si giochi sul costo del lavoro, ma finora non inserita nel dibattito.

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In ballo c’è l’ultima rata del PNRR, stimata tra 1 e 3 miliardi, ma rischia di saltare anche il rispetto integrale degli obiettivi del Piano, fortemente sostenuti dalla Premier Giorgia Meloni. Mentre l’Aula della Camera sospende la discussione sull’emendamento e si concentra su altri correttivi, le tensioni tra Montecitorio, Palazzo Chigi e il Ministero delle Infrastrutture si intensificano, complicando la possibilità di approvazione di una proposta che rischia di compromettere i fondi del PNRR.

Le prime linee di Fratelli d’Italia cercano di mediare attraverso contatti telefonici senza però ottenere risultati concreti. La discussione si interrompe, con l’impegno di riprendere i lavori la mattina seguente, a patto che si giunga a una soluzione durante la notte. Le scadenze sono serrate, poiché il decreto deve essere convertito in legge entro il 25 agosto, il che mette a rischio le vacanze estive dei parlamentari.

Questa situazione crea un quadro di responsabilità che coinvolge non solo il Ministro per il PNRR, Tommaso Foti, e il Ministro delle Infrastrutture, Matteo Salvini, ma si estende anche al Ministero dell’Economia, dove è in corso un confronto che sembra preludere a un nuovo scontro tra Giorgia Meloni e Matteo Salvini.

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