Un recente rapporto del Servizio per i rapporti con l’Unione europea della Camera rivela che l’Italia si trova attualmente a fronteggiare un numero record di procedure di infrazione aperte dalla Commissione europea. Con un totale di ottanta contenziosi, le questioni legate all’ambiente e all’occupazione emergono come le più controverse. Mentre il governo italiano si prepara a introdurre una legge di delegazione europea che affronterà le regolamentazioni in questione, la situazione rimane critica.
Un picco delle infrazioni
L’Italia si trova con 80 procedure di infrazione aperte, il numero più alto dal 2022, quando erano 82. Dopo un periodo di riduzione, nel quale il totale era sceso a 69 nel 2023, quest’anno ha visto un nuovo incremento. Di queste procedure, 67 sono ancora in fase di pre-contenzioso e solo 13 sono state risolte attraverso una sentenza.
Il posizionamento dell’Italia in Europa
A livello europeo, la Commissione ha attualmente aperto 1.899 procedure di infrazione nei confronti degli Stati membri, mettendo l’Italia al ventesimo posto su 27, se si considerano i contenziosi in ordine crescente. Tuttavia, se si guarda l’elenco dall’alto in basso, l’Italia è settima, condividendo questa posizione con la Bulgaria. La Spagna guida la classifica con 117 cause pendenti, seguita da Polonia, Ungheria, Belgio, Portogallo e Grecia.
Tematiche più controverse: ambiente, lavoro ed energia
Il rapporto evidenzia che il tema ambientale è al centro del maggior numero di contenziosi, con 27 procedure aperte. Seguono le questioni legate al lavoro con nove infrazioni, mentre un gruppo di settori come energia, mobilità e stabilità finanziaria si attestano a otto. A livello europeo, le tre aree più problematiche sono l’ambiente, la giustizia e l’energia, con rispettivamente 355, 336 e 239 procedure aperte.