Parigi, Berlino, Monaco, Vienna con incursioni minime a New York.
Questi i punti cardinali di "1913. L'anno prima della tempesta" di Florian Illes, a cura di Marina Pugliano e Valentina Tortelli (Marsilio, pp.304, € 19,50).
A Vienna nella primavera del 1913 si trovano, senza incontrarsi sia Hitler che Tito, nello stesso anno Thomas Mann scrive "La montagna incantata", a New York Duchamp vende il "Nudo che scende le scale".
Al Luovre, trafugata da un italiano, sparisce la Gioconda, a Parigi Apollinaire celebra l'inizio di Montparnasse.
La ricostruzione messa in atto dall'autore compone, con cadenza mensile, relazioni, intrecci, incontri avvenimenti di quel periodo, compresa la pubblica schiaffeggiatura a Schonberg, di politici, artisti, musicisti, scrittori, dame dell'alta borghesia e signore del popolo.
In quei 365 giorni, Karl Kraus soffia una baronessa boema a Rilke, al Ritz Gide e Stravinskij fanno scorrere fiumi di Champagne, Freud interrompe i suoi rapporti con Jung, Lawrence è letteralmente travolto dalla insaziabile sessualità di Frieda von Richthofen, al contrario Kafka annaspa attorno alle gonne dell'impiegata berlinese Felice Bauer.
Ad incombere sull'effervescenza del vecchio continente, gravano i venti di una guerra che farà milioni vittime, nel frattempo accanto a innovazioni e creatività si alzano i calici e si calano le sottane.
La scrittura vivace, venata da raffinata ironia è sorretta da una profonda conoscenza storica e artistica dell'autore, tanto da esigere, da parte del lettore, una adeguata conoscenza di tali elementi, mentre per i neofiti è sicuramente una buona opportunità per approfondire tali conoscenze.
Cristina Moregola
Florian Illes – "1913. L'anno prima della tempesta" – Marsilio, pp.304. € 19,50


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