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CICLISMO/Si ricorda il mito di Fausto Coppi
Lunedì 04 Gennaio 2010 09:18
Foto di gruppo a CastellaniaCastellania - Con i figli Marina e Angelo Fausto in prima fila, Castellania e il mondo del ciclismo oggi, quando, passati 50 anni, a cavallo di due secoli, con il mito ed il ricordo di Fausto Coppi ancora intatto quasi come negli anni a cavallo del secondo conflitto mondiale e nel travagliato dopoguerra quando, prima in maglia verdeoliva della Legnano, poi con i colori biancocelesti della Bianchi, spesso fasciato dai colori dell'iride, del giallo, del rosa e del Tricolore, il nostro Campionissimo entusiasmava le folle di tutto il mondo perché era tanta la sua classe, il suo fascino e il suo valore agonistico che attirava su di sé oltre all'attenzione, anche l'entusiasmo ed il tifo degli appassionati sparsi per tutti i Continenti.  Ragazzino, garzone di panetteria, scalava a due volte al giorno la salita che porta da Villalvernia a Castellania, suo paese natale e di residenza prima di essere scoperto da Biagio Cavanna, mitico ed insuperabile massaggiatore dell'epoca che lo introdusse nel mondo del professionismo dove avrebbe conquistato 150 vittorie tra strada e pista nella sua ventennale carriera iniziata nel 1939 e terminata nel 1959. Venti anni solari ma, agonisticamente, molti, molti di meno perché, prima le tragiche conseguenze della guerra che lo videro Soldato nel Nord Africa e prigioniero poi per due anni, oltre agli innumerevoli infortuni, che hanno notevolmente accorciato le sue stagioni agonistiche, spesso, segnate da lunghe degenze ospedaliere per guarire le tante fratture subite.La sua vita sportiva si fermò nel dicembre 1959 quando, tornato da un viaggio in Africa, accusò febbre e indisposizione che lo portarono alla morte a causa di una malattia che non venne diagnosticata per tempo, la malaria. Una malattia che, già allora, era debellabile col chinino ma, chi doveva saperlo, non lo intuì e per Fausto fu la fine. E oggi a rendergli omaggio, a 50 anni giusti dalla sua dipartita sulla collina di Castellania c'era tutta la Nazione con le Autorità dello Stato in prima fila, rappresentate dal Ministro Bondi, dal Senatore Michelino Davigo, gli Onorevoli Lovelli e Pianezza, il Prefetto di Alessandria, S.E. Francesco Castaldo, il Presidente della Provincia di Alessandria, Paolo Filippi, i Sindaci di Tortona, Berutti, di Novi Ligure, Robbiano e di Castellania, Vallenzona, Autorità Militari, della Polizia di Stato, Guardia di Finanza, Poilizia Locale, dei Carabinieri presenti col Capitano Sanna della Compagnia di Tortona che, con migliaia di fedeli e tifosi, hanno assistito alla Santa Messa in suffragio di Serse e Fausto Coppi, concelebrata da Mons. Martino Canessa, Vescovo di Tortona con Don Francesco Sangiovanni, Parroco di Castellania ed altri Sacerdoti. Moltissime le rappresentanze del mondo del "Pedale" con Piero Pieroni, Tarcisio Persegona, Alfredo Martini, Romeo Venturelli, Zanoni, Soldani, Falzini, Moser, Boifava, Giusti, Dancelli, Massignan, Motta, Lanzafame, Defilippis, Figini e tanti altri ancora. Toccante l'arrivo di un gruppo di ciclisti modenesi in rappresentanza di un gruppo, la Società Ciclistica Fausto Coppi di Modena, che, il 4 gennaio 1960, partecipò alle esequie del Campionissimo e che oggi ha ripetuto l'omaggio al Campionissimo presentandosi in tenuta da corridori con i seguenti ciclisti appartenenti al "Gruppo Eroica di Modena", ognuno dei quali portava sul telaio il numero di un compagno di squadra di Coppi nel Tour del 1952 e precisamente :

- Ermes Leonardi, in maglia Tricolore con la scritta Atala col nr. 32 sul telaio, in ricordo di Luciano Pezzi, corridore nella squadra Nazionale che partecipò al Tour del 1952 con Coppi capitano;

- Giorgio Gaiti, Bianchi, col nr. 31, in rappresentanza di Ettore Milano;

- Lorenzo Borelli, Bianchi, col nr. 27 in rappresentanza di Fiorenzo Crippa;

- Giuseppe Benetti, Carpano, col nr. 21 in rappresentanza di Mario Baroni;

- Paolo Cavazzutti, Tricofilina-Coppi, nr. 24, in rappresentanza di Andrea Carrea;

- Telesforo Gianaroli, Legnano, nr. 29 in rappresentanza di Fiorenzo Magni

Nel corso del sacro rito, accompagnato dalla Corale di Guidizzolo, sono stati premiati anche alcuni dei Gregari storici di Fausto Coppi, quegli stessi ragazzi che uscivano in allenamento con Coppi dopo che il massaggiatore Cavanna li incoraggiava dicendo loro : "Andate e tirategli il collo; farete del bene a Fausto che entrerà presto in forma e, a voi stessi che potrete collaborare con un Campione".

Questi gli uomini, (Gregari storici di Fausto Coppi), che sono stati premiati al termine della S. Messa :

- Andrea Carrea;

- Cassano Colombo;

- Pino Favero;

- Franco Giacchero e

- Piero Nascimbene.

Infine, prima del termine ufficiale della manifestazione, è stata dedicata a Candido Cannavò la piazza antistante il mausoleo e la tomba dei fratelli Serse e Fausto Coppi dopo lo scoprimento della targa indicante il nome di "Piazza Candido Cannavò" alla presenza della vedova signora Franca e dei figli Alessandro e Marco. Anche l'Amministrazione delle Poste Italiane ha dedicato all'avvenimento uno speciale annullo filatelico che è andato letteralmente a ruba. Tutto a dimostrazione di quanto sia sempre popolare il ciclismo ed il suo mondo. Coppi è morto ma, non il suo mito e la sua leggenda : "Un Campionissimo"!

Vito Bernardi

Commenti (1)

...
Per me Fausto Coppi è stato il campione che più à saputo entusiasmare gli sportivi che lo seguivano, perchè non mancava mai all'appuntamento con una vittoria nella quale era atteso.
Dome..... (formigine) , gennaio 05, 2010
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