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Manifesto per un Expo sostenibile
Mercoledì 24 Dicembre 2008 12:12

news_territorio_agricoltura

Con questo documento l'Osservatorio si candida ad aprire un dialogo con le istituzioni impegnate nell'organizzazione dell'Expo 2015, allo scopo di promuovere un modello di sviluppo sostenibile di Milano che sappia rispondere alle aspettative dei cittadini e farsi catalizzatore di un nuovo rinascimento della città. Il principio di base condiviso dai promotori dell'Osservatorio è che un evento di tale portata ed impatto sulla città di Milano, provincia, regione e intero Paese, debba essere costruito in modo partecipato e gestito in maniera trasparente. Diversamente, vi è il rischio di avere un meccanismo decisionale autoreferenziale, lontano dai "desiderata" dell'intera comunità. Al momento non è emerso con chiarezza un piano strategico per la città e per l'intera area metropolitana. Il tema scelto da Milano - alimentazione ed energia - porta quindi la nostra attenzione intorno al sistema del verde, dell'agricoltura, delle cascine, delle ville storiche, dei beni culturali, del governo delle acque. La nostra prospettiva è quella di arrestare il processo di erosione che minaccia il patrimonio di corsi d'acqua, agricoltura, boschi, aree verdi e suolo agricolo che ancora circondano Milano.
La crisi, oggi, ci sollecita a ricercare nuovi sentieri di crescita che abbiano al centro i cittadini e le risorse fisiche e culturali delle comunità.
Per questo tutti gli interessati sono chiamati a sottoscrivere il manifesto siano cittadini, istituzioni, enti, associazioni, mandando l'adesione a:

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newsterritorio_expo

Il testo:


Scopo dell'Osservatorio Expo 2015 è raccogliere e amplificare le idee dei cittadini, delle loro associazioni e delle associazioni di categoria che, animati da spirito civico, desiderano vedere rinascere la bellezza della città di Milano grazie all'opportunità offerta dall'Expo 2015. L'Osservatorio promuove questa iniziativa soprattutto in assenza di un progetto organico e completo, consapevole che è questo il momento per dare un contributo propositivo. Expo 2015 potrebbe essere una straordinaria occasione per catalizzare le energie necessarie alla riqualificazione di Milano, ma lo potrà essere solo a patto di inserire l'evento in un piano strategico realistico e sostenibile per la città, in grado di esprimere una forte carica di autentica seduzione, condivisione e partecipazione per rendere più bella Milano.
L'Osservatorio Expo2015 si candida quindi ad aprire un dialogo con le istituzioni, per promuovere un modello di sviluppo sostenibile di Milano, rispondente alle aspettative dei cittadini e catalizzatore di un nuovo rinascimento della città.
L'Osservatorio farà proprie e veicolerà alle istituzioni, proposte di sviluppo urbano e di riqualificazione della città metropolitana, che abbiamo ricadute positive di lungo termine. L'Osservatorio vigilerà anche sulla allocazione e redistribuzione delle risorse, valorizzando l'esperienza di equilibrio di poteri nella "governance" anglosassone e chiedendo espressamente alle Autorità di rendere conto della delega ricevuta dai cittadini (accountability). Il presente Manifesto rappresenta la sintesi dei principi e delle proposte dell'Osservatorio Expo 2015.
Il principio di base condiviso dai promotori dell'Osservatorio è che un evento di tale portata ed impatto sulla Città di Milano, Provincia, Regione e intero Paese, debba essere costruito in modo partecipato e gestito in maniera trasparente.
Diversamente, vi è il rischio di avere un meccanismo decisionale autoreferenziale, lontano dai "desiderata" dell'intera comunità.
Siamo convinti che la ricchezza culturale ed economica che emergerà dall'Expo potrà notevolmente arricchirsi attraverso un confronto permanente, collaborativo e trasparente, finalizzato ad una complessiva valutazione di sostenibilità e di coerenza dei vari interventi in un'ottica di compatibilità ambientale, culturale e sociale, nonché una rigorosa rendicontazione della loro realizzazione. Milano ha oltre duemila anni di storia e di cultura e rappresenta un'area fondamentale per il progresso del Paese. La visibilità internazionale dell'evento ed il tema trattato "Nutrire il pianeta, Energia per la vita" costituiscono l'occasione di valorizzare le risorse uniche della Città quali la sua acqua, la sua terra e la sua imprenditorialità e creatività, attraverso progetti sostenibili di ampio respiro che non si esauriscono con un evento solo di tipo fieristico. newsterritoriocoldiretti
Proponiamo quindi, che l'Expo 2015 sia l'occasione per inserire Milano in un contesto paesistico ambientale più ampio, raccordando la città con il suo paesaggio con le cascine, i canali irrigui, i canali di bonifica, le aree verdi e agricole, in linea con le finalità di sostenibilità ambientale che la candidatura si è data. Al momento non è emerso con chiarezza un piano strategico per la città e per l'intera area metropolitana.
Il tema scelto da Milano - alimentazione ed energia - porta quindi la nostra attenzione intorno al sistema del verde, dell'agricoltura, delle cascine, delle ville storiche, dei beni culturali, del governo delle acque. La nostra prospettiva è quella di arrestare il processo di erosione che minaccia il patrimonio di corsi d'acqua, agricoltura, boschi, aree verdi e suolo agricolo che ancora circondano Milano.
Nella gravissima crisi che stanno attraversando l'economia e la finanza mondiali, ci pare opportuno che questo evento venga coerentemente inserito nel contesto di una cultura dello sviluppo sostenibile, attenta alle risorse del territorio, al dialogo con i cittadini, all'innovazione energetica e degli stili di vita. Occorre trattare il tema del cibo nelle sue molteplici dimensioni, anche metaforiche di elemento di benessere, coesione sociale e scambio economico e culturale tra i popoli e le culture. Questo tema presenta tali e tante correlazioni che siamo convinti che il miglior successo della manifestazione possa derivare solo da un'intelligente collaborazione tra la società civile e gli organizzatori istituzionali dell'Expo 2015.
La crisi, oggi, ci sollecita a ricercare nuovi sentieri di crescita che abbiano al centro i cittadini e le risorse fisiche e culturali delle comunità.

 

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