Capitale di rischio: due strade per liberare il potere degli investimenti pensionistici!

Giugno 5, 2025

Giuseppe Baroni

Capitale di rischio: due strade per liberare il potere degli investimenti pensionistici!

La Sfida degli Investimenti nel Venture Capital per le Startup Italiane

Il governo italiano sta cercando di superare gli ostacoli normativi che hanno bloccato l’afflusso di capitali nelle startup. Nonostante le buone intenzioni di promuovere gli investimenti nei fondi di venture capital, i fondi pensione e le casse previdenziali mostrano una resistenza significativa.

Investimenti in Difficoltà

Recentemente, il governo ha introdotto una nuova norma all’interno della legge sulla concorrenza, progettata per incentivare gli investimenti istituzionali nei fondi di venture capital. Tuttavia, i gestori di fondi esprimono forte preoccupazione riguardo alla complessità della norma, ritenendola poco attuabile. Si evidenzia una distinzione fondamentale tra le obiezioni tecniche e la resistenza storica di questi enti a dedicare una quota dei loro investimenti qualificati al venture capital, una richiesta che il governo sta cercando di imporre da tempo.

La Normativa in Discussione

La disposizione attuale prevede che i fondi pensione e le casse previdenziali possano mantenere l’esenzione fiscale sui redditi finanziari derivanti da investimenti qualificati solo se allocano almeno il 5% dell’importo dell’anno precedente nei fondi di venture capital, quota che dovrà aumentare al 10% entro il 2026. Tuttavia, gli operatori ritengono queste scadenze e requisiti troppo restrittivi. Di conseguenza, il Ministero delle Imprese e del Made in Italy sta considerando una modifica radicale per consentire che il calcolo si basi solo sugli impegni vincolanti di investimento, piuttosto che sugli investimenti già effettuati.

Prospettive di Intervento

Sono attualmente in discussione diverse opzioni per sbloccare la situazione. La prima potrebbe includere una modifica della normativa in uno dei prossimi provvedimenti legislativi, mentre la seconda si concentrerebbe su un’interpretazione più chiara della disposizione. Secondo le proiezioni del Ministero, l’intervento potrebbe quindi rappresentare un cambiamento radicale per il settore del venture capital in Italia, facendo crescere gli investimenti da poco più di 300 milioni a 2 miliardi di euro.

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