Nel 2024, il mercato dei giochi pubblici in Italia continua a mostrare segni di forte crescita, con raccolte e vincite che superano i risultati del passato. Tuttavia, il settore si trova di fronte a sfide significative, tra cui la necessità di una riforma normativa che possa garantire un equilibrio tra competitività, legalità e salute pubblica. Questo reportage esplorerà i dati recenti sul mercato dei giochi pubblici e il loro impatto economico.
## L’offerta della rete fisica
I giochi pubblici regolamentati, che operano attraverso una rete fisica in Italia, comprendono un’ampia varietà di opzioni: dai tradizionali apparecchi di intrattenimento a giochi numerici, lotterie, scommesse e bingo. Con circa 85.000 esercizi unici, il settore è rappresentato principalmente da punti vendita per lotterie a estrazione istantanea, noti come gratta e vinci, che da soli contano 53.600 punti di vendita. La Lombardia si conferma la regione con il maggior numero di esercizi, contribuendo tra il 13% e il 16% del totale nazionale, seguita da Lazio e Campania.
## Il gaming e la sua rilevanza per l’economia italiana
Secondo l’analisi condotta da Nomisma, il settore dei giochi pubblici su rete fisica ha generato un valore aggiunto pari all’1,1% del prodotto interno lordo (PIL) nazionale. Nel 2024, le imprese attive nella concessione, gestione e distribuzione dei giochi hanno creato un valore complessivo di 20,8 miliardi di euro, suddiviso in 6,2 miliardi di euro derivanti dall’effetto diretto e 14,6 miliardi da effetti indotti e indiretti.
## Un moltiplicatore economico significativo
L’effetto indiretto del settore, che include l’operato dei fornitori e delle filiere collegate, ammonta a 8,1 miliardi di euro, mentre l’effetto indotto, generato dagli incrementi di reddito, si attesta a 6,5 miliardi di euro. In totale, Nomisma stima un moltiplicatore finale di 3,4, indicando che ogni euro di valore aggiunto creato dal settore genera, in media, 3,4 euro per l’intero sistema economico italiano.
## Il contributo fiscale dei giochi pubblici
Da oltre un decennio, il gioco costituisce una delle principali fonti di gettito fiscale per lo Stato, amministrato dall’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli. Nel 2024, il settore ha inciso per il 13% sul totale del gettito erariale dell’agenzia, con la rete fisica che ha prodotto 9,2 miliardi di euro, escludendo l’impatto del gioco online, che ha visto una crescita significativa durante e dopo la pandemia.
Questi dati pongono in evidenza non solo l’importanza economica del settore, ma anche la necessità di un complessivo riassetto normativo per garantirne un futuro sostenibile e legale.