L’Italia si trova al vertice della classifica europea per l’età legale di accesso alla pensione, fissata a 67 anni per entrambi i sessi. Questo è quanto emerge da un’analisi della Uil, che mette in evidenza la necessità di riaprire il confronto con il governo su questioni previdenziali. La proposta sindacale punta a una riforma che garantisca maggiore flessibilità e attenzione a donne e giovani lavoratori.
Flessibilità e gradualità in Europa
Secondo lo studio della Uil, l’Italia condivide con Grecia, Paesi Bassi e Danimarca la più alta età legale di pensionamento nell’Unione Europea e controlla il rischio di un ulteriore innalzamento a 71 anni entro il 2060 in risposta all’aspettativa di vita. Contrariamente alla rigidità italiana, altri Paesi europei stanno adottando approcci più flessibili; in Francia, per esempio, l’età pensionabile è stata recentemente portata a 64 anni, nonostante le polemiche. Nazioni come Spagna, Germania, Paesi Bassi e Irlanda prevedono aumenti graduali verso i 67 anni, ma con tempistiche più lunghe e una varietà di opzioni per il pensionamento anticipato.
Critiche alla Legge Fornero e alle nuove misure
La Uil denuncia che il governo Meloni, pur avendo promesso di superare la legge Fornero, ha adottato misure che rendono il pensionamento più difficile. I dati dell’Inps mostrano un crollo del 15,7% delle pensioni anticipate nel 2024 rispetto all’anno precedente. Specificamente, le restrizioni nell’accesso a Opzione donna limitano la possibilità per le donne di andare in pensione anticipatamente, con una diminuzione del 70,92% nelle domande accolte. Secondo le proiezioni, si prevede che il trend negativo continui nel 2025.
Richiesta di un confronto con il governo
Per la Uil è cruciale avviare un “confronto strutturato e permanente” con il governo per riformare il sistema pensionistico in modo da rispondere alle reali esigenze del paese. Questa posizione è condivisa da altri sindacati, tra cui la Cgil e la Cisl. La Uil ribadisce la proposta di una pensione flessibile a partire dai 62 anni senza penalizzazioni e chiede il ripristino delle condizioni precedenti per Opzione donna. Inoltre, si richiede un riconoscimento per le madri lavoratrici, mirando a un anticipo pensionistico di 12 mesi per ogni figlio, in segno di valorizzazione del loro contributo alla società.