Accordo Verde: Quattro Vantaggi Sostenuti per le Aziende Statunitensi nell'Intesa sui Dazi!

Settembre 1, 2025

Giuseppe Baroni

Accordo Verde: Quattro Vantaggi Sostenuti per le Aziende Statunitensi nell’Intesa sui Dazi!

L’Unione Europea sta attuando misure di semplificazione e proroga per alleggerire il peso del Green Deal sulle imprese, ma queste ultime si trovano ora in una posizione di svantaggio competitivo rispetto alle controparti statunitensi. Le recenti dichiarazioni congiunte dallo scambio tra Bruxelles e Washington toccano questioni fondamentali per la sostenibilità e il commercio.

## La dichiarazione congiunta

Nel contesto delle trattative, le attenzioni si sono concentrate non solo sulla questione delle tariffe doganali, ma anche sulla flessibilità per le imprese statunitensi in relazione a determinate direttive europee. La dichiarazione pubblicata la scorsa settimana evidenzia, nei punti 10, 11 e 12, un approccio che potrebbe avvantaggiare le aziende americane rispetto a quelle europee, in particolare riguardo alla Corporate Sustainability Reporting Directive (Csrd) e alla Corporate Sustainability Due Diligence Directive (Csddd), oltre al Carbon Border Adjustment Mechanism (Cbam) e al regolamento sulla deforestazione.

Sebbene le nuove regole siano state riviste in modo da ridurne l’impatto, la recente posizione della Commissione Europea potrebbe instaurare un doppio binario che penalizza le imprese europee, rendendo più difficile la loro competitività sul mercato.

## I punti centrali per il Green Deal

Analizzando i principi fondanti della dichiarazione, il primo punto riguarda il regolamento sulla deforestazione, il quale impone obblighi di due diligence alle aziende per evitare che beni venduti nell’Unione Europea siano associati a pratiche di deforestazione o degrado forestale. L’Unione ha già posticipato l’applicazione di queste regole, ora fissata per il 30 dicembre 2025 per le grandi aziende e il 30 giugno 2026 per le piccole e microimprese. La dichiarazione congiunta riconosce che il rischio di deforestazione associato alla produzione di beni negli Stati Uniti è trascurabile, impegnandosi così a rispondere alle preoccupazioni degli esportatori americani.

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Il secondo punto si occupa del Cbam, un meccanismo che assicura un’equivalenza tra il prezzo del carbonio nel mercato interno europeo e quello per le importazioni. Questo regolamento introduce di fatto tassazioni su vaste categorie di prodotti importati da Paesi al di fuori dell’Unione. Alla luce delle preoccupazioni statunitensi, la Commissione Europea, fortemente influenzata dalle richieste di diversi Stati membri, ha deciso di ammorbidire gli oneri per le piccole e medie imprese. La dichiarazione ha quindi preso atto di queste preoccupazioni, proponendo ulteriori flessibilità nell’attuazione del Cbam per le imprese statunitensi.

In sintesi, l’approccio dell’Unione Europea potrebbe rivelarsi vantaggioso per le aziende americane, aumentando le sfide per le aziende europee che cercano di adattarsi a un contesto economico sempre più competitivo e complesso.

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