Il Fisco si prende oltre il 50% dei guadagni dei lavoratori autonomi: analisi delle differenze territoriali
Secondo l’Osservatorio sul fisco della Cna, più della metà delle entrate dei lavoratori autonomi in Italia finisce nelle casse dello Stato. La tassazione per le imprese personali nel 2024 è rimasta sopra il 50%, nonostante una leggera flessione rispetto all’anno precedente. Questo rapporto mette in evidenza le differenze territoriali che caratterizzano il sistema fiscale italiano.
Il carico fiscale nel 2024
Nel 2024, i lavoratori autonomi, come artigiani e commercianti, devono affrontare una tassazione media del 52,3%. Questo dato, anche se in calo di 0,8 punti percentuali rispetto al 2023, evidenzia un onere fiscale che continua a gravare sul settore. Secondo l’analisi della Cna, il rapporto si riferisce a un’impresa tipo: un’attività individuale con un laboratorio artigiano di 350 mq e un negozio di 175 mq, con un valore immobiliare di 500.000 euro, ricavi di 431.000 euro e un reddito d’impresa di 50.000 euro.
Tax Free Day: un traguardo lontano per molti
L’Osservatorio Cna ha anche analizzato il concetto di “Tax Free Day”, il giorno in cui i lavoratori autonomi iniziano a guadagnare per se stessi, dopo aver saldato le tasse. Nel 2024, gli artigiani hanno raggiunto questo traguardo il 9 luglio, con un miglioramento rispetto al 2023, quando il Tax Free Day si è spostato al 11 luglio. Tuttavia, non tutti i comuni italiani beneficiano di questa situazione favorevole. In soli dieci comuni, il totale delle tasse pagate è inferiore al 50%, costringendo i lavoratori a continuare a operare fino quasi alla fine di luglio per adempiere ai propri obblighi fiscali. Questo scenario sottolinea le rilevanti disparità fiscali tra le diverse aree del Paese.