Fisco: L'Intelligenza Artificiale Esclude i Controlli Fiscali!

Ottobre 27, 2025

Giuseppe Baroni

Fisco: L’Intelligenza Artificiale Esclude i Controlli Fiscali!

L’Agenzia delle Entrate italiana traccia nuove linee guida per l’uso dell’intelligenza artificiale, enfatizzando la necessità di supervisione umana nel processo. Con l’entrata in vigore della legge sull’AI Act, il direttore Vincenzo Carbone delinea misure progettate per garantire un equilibrio tra innovazione tecnologica e rispetto della privacy dei dati dei contribuenti.

## Normative sull’Intelligenza Artificiale

L’Agenzia delle Entrate ha stabilito un approccio chiaro rispetto all’utilizzo dell’intelligenza artificiale, richiedendo un monitoraggio umano costante per garantire l’affidabilità dei risultati. La legge italiana sull’AI Act, entrata in vigore il 10 ottobre, funge da base per queste nuove regolamentazioni. Carbone ha sottolineato che, se gestita correttamente, l’intelligenza artificiale offre vantaggi significativi, come l’ottimizzazione dei processi e l’automazione delle attività ripetitive.

Particolare attenzione è stata dedicata all’utilizzo di sistemi di AI generativa. L’Agenzia proibisce l’uso di piattaforme pubbliche per la creazione di atti amministrativi, garantendo così maggiore sicurezza e controllo sui processi fiscali. Carbone ha affermato che “nessun Grande Fratello fiscale” è in atto, smentendo la possibilità di algoritmi invasivi nel monitoraggio dei contribuenti.

## Uso Consentito di AI nell’Agenzia

Per quanto riguarda i sistemi già validati, l’Agenzia permette l’uso di intelligenza artificiale integrata in applicativi aziendali specifici. Questi strumenti possono supportare l’attività lavorativa, ma non devono essere impiegati per produrre atti amministrativi diretti. Le attività consentite includono la traduzione di documenti e la sintesi di informazioni, sempre nel rispetto della privacy.

Un capitolo a parte è dedicato ai programmi sviluppati da Sogei per l’analisi del rischio. Questi sistemi di intelligenza artificiale sono progettati per selezionare contribuenti con profili di incoerenza, garantendo sempre la protezione dei dati personali. Le soluzioni adottate sono conformi alle normative europee e utilizzano tecniche di pseudoanonimizzazione. L’accesso a queste applicazioni è rigorosamente riservato a una ristretta cerchia di dipendenti qualificati.

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In sintesi, l’Agenzia delle Entrate sta cercando di navigare la rapida avanzata dell’intelligenza artificiale, ponendo un forte accento sulla sicurezza e la supervisione umana.

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