Infrastrutture, scatta la rivoluzione: la nuova legge contro i veti accelera le autorizzazioni!

Gennaio 19, 2026

Giuseppe Baroni

Infrastrutture, scatta la rivoluzione: la nuova legge contro i veti accelera le autorizzazioni!

Riforma delle Procedure Amministrative: Un Cambiamento Radicale si Avvicina

La recente bozza di decreto legge presenta significative modifiche alle procedure amministrative, proponendo un’accelerazione dei tempi di valutazione per i progetti. Le nuove disposizioni mirano a rendere più agili i processi decisionali, in particolare per quegli enti che operano in settori critici come la tutela ambientale e la salute pubblica.

L’eccezione diventa regola

Con la nuova normativa, l’eccezione tende a diventare la norma, poiché l’amministrazione responsabile del procedimento potrà optare per una procedura accelerata sin dall’inizio, tranne nei casi previsti da altre normative che impongono modelli tradizionali di conferenza. In tal senso, l’unica eccezione sarà rappresentata da quello che l’articolo 14-ter della legge 141 definisce come conferenza “simultanea sincrona”.

Le implicazioni sono significative: i termini per l’espressione dei pareri ordinari verranno ridotti da 45 a 30 giorni e da 90 a 45 per quegli enti che si occupano di tematiche di maggiore delicatezza, quali la tutela dell’ambiente, la conservazione del patrimonio culturale e la salute pubblica. Questi termini abbreviati si applicheranno solo nel caso in cui non prevalgano scadenze più lunghe stabilite dalle normative europee.

I correttivi da indicare

La novità più rilevante dell’approccio accelerato è la rimozione della possibilità di un “non possumus” definitivo, che ora obbligherà le sovrintendenze e gli enti coinvolti a fornire indicazioni per i correttivi necessari al rilascio dei permessi. Tali correttivi dovranno rispettare criteri di proporzionalità, efficacia e sostenibilità finanziaria, aspetti che potrebbero risultare cruciali in caso di contenzioso.

L’obiettivo è semplificare in modo strutturale i “tempi di attraversamento” che intercorrono dalla decisione di avviare un investimento all’effettivo inizio dei lavori, i quali, come evidenziano i monitoraggi degli ultimi anni, incidono in modo preponderante sulla durata complessiva per la realizzazione delle opere pubbliche.

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Inoltre, la riforma intende chiarire che il silenzio assenso non sarà applicabile solo quando le domande non siano pervenute all’amministrazione competente o risultino incomplete per identificare l’oggetto e le motivazioni del provvedimento richiesto. Questa volontà di dare certezza ai tempi e alle procedure sembra costituire un filo conduttore nella revisione delle norme.

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